Storie Web venerdì, Luglio 31

Si apre una profonda faglia tra le cancellerie e le famiglie politiche europee. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna, interrompendo la libera circolazione e ripristinando i controlli. La linea dell’esecutivo italiano individua nella difesa delle frontiere la misura fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione clandestina e colpire in modo duro le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani.

Le ragioni di Roma e la reazione di Madrid

A scatenare la decisione italiana è stata la scelta del governo spagnolo di concedere la cittadinanza a oltre 500 mila migranti irregolari. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito tale provvedimento profondamente sbagliato e un incentivo per i trafficanti, rendendo lo stop a Schengen una misura ormai ineludibile. Immediata e dura la risposta da Madrid, che ha provveduto a convocare l’ambasciatore italiano. Il premier Pedro Sánchez ha replicato pubblicamente ricordando che la solidarietà è opzionale ma il rispetto dei trattati europei e dei dati Frontex è doveroso, invitando a non dividere l’Unione.

Le ripercussioni europee e l’intervento degli USA

La mossa di Roma ha provocato forti ripercussioni a livello internazionale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso solidarietà a Sánchez, disponendo tuttavia un rafforzamento dei controlli al confine tra Francia e Spagna. La Finlandia ha appoggiato la posizione italiana, mentre nazioni come Germania, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi hanno espresso forte preoccupazione chiedendo a Madrid di riprendere il controllo dei flussi. Sulla questione è intervenuta anche la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, ricordando la necessità di rispettare le regole comuni, mentre dagli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di una crisi terribile accusando la gestione spagnola.

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