Come coniugare sostenibilità, innovazione e alte prestazioni in uno dei marchi più iconici dell’automotive mondiale? È la sfida raccontata da Stephan Winkelmann, presidente e CEO di Automobili Lamborghini, tra i premiati dell’edizione 2026 del Premio Made in Italy Sostenibile.

Per il manager tedesco, alla guida della casa di Sant’Agata Bolognese, la sostenibilità non rappresenta un percorso separato rispetto alla strategia aziendale, ma un elemento ormai integrato nell’identità del marchio.

“Abbiamo saputo creare un connubio tra il DNA del marchio, fatto di altissime prestazioni, e la sostenibilità”, ha spiegato. “Noi non facciamo mobilità, ma facciamo sogni”.

Winkelmann ha ricordato i risultati raggiunti dall’azienda negli ultimi anni, a partire dalla riduzione delle emissioni di CO₂ e dall’impegno sul fronte industriale. Il sito produttivo di Sant’Agata Bolognese è infatti carbon neutral dal 2015, mentre il percorso di transizione ha portato a una significativa riduzione dell’impatto ambientale.

La vera sfida, però, resta quella di innovare senza perdere ciò che rende Lamborghini immediatamente riconoscibile nel mondo. “Design e performance sono le due cose che interessano ai nostri clienti”, ha sottolineato. Per questo, ha aggiunto, l’innovazione non può essere fine a se stessa, ma deve contribuire a rafforzare il valore del marchio e l’esperienza del cliente.

Nel corso dell’incontro Winkelmann ha richiamato anche il valore del Made in Italy, definendolo uno degli elementi più apprezzati a livello internazionale. “Fa parte del nostro DNA ed è quello che il mondo ci invidia”, ha osservato.

Per il CEO di Lamborghini, il futuro del Made in Italy continua a passare dal connubio tra tradizione e innovazione. “Il Made in Italy è il bello e il ben fatto”, ha concluso, “e questo deve continuare a vivere insieme a una costante innovazione tecnologica”.

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