Storie Web martedì, Giugno 30

Il governo di Pedro Sanchez ha alzato le stime sulla crescita dell’economia spagnola per quest’anno (e per i prossimi due), migliorando anche le previsioni sull’occupazione e sul deficit di bilancio. La Spagna sta resistendo e rispondendo alle tensioni internazionali – dai dazi americani al commercio, alla crisi sull’energia dovuta alle guerre in Ucraina e Iran – molto meglio delle altre grandi economie europee. Mentre con gli indiscutibili risultati ottenuti in campo economico, Sanchez tenta di fare dimenticare gli scandali di corruzione che, negli ultimi mesi, hanno coinvolto il Partito socialista e anche la sua famiglia.

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Il governo prevede un’espansione dell’economia spagnola del 2,6% per quest’anno (in aumento rispetto alla precedente previsione del 2,2%): un dato molto più alto rispetto a Paesi come Germania, Italia e Francia che faticano a raggiungere una crescita del prodotto interno lordo dell’1%. «La crescita è essenzialmente trainata da consumi e investimenti robusti nel periodo 2026-2029», ha spiegato il ministro dell’Economia Carlos Cuerpo. «Tutto questo – ha aggiunto – è ulteriormente supportato, sul fronte dell’offerta, da un miglioramento dell’occupazione e da un aumento della produttività oraria».

Madrid ha anche rivisto al rialzo la stima di crescita per il 2027, portandola al 2,2% dal 2,1%, e ha affermato che la crescita rimarrà al di sopra del 2% fino al 2029. Cuerpo ha affermato che la crescita del Pil nel secondo trimestre di quest’anno sarà simile o leggermente superiore a quella del primo trimestre (che è stata dello 0,6% sul periodo precedente e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025).

È questo il quadro macroeconomico, sul quale il governo dovrebbe basare il Bilancio generale dello Stato per il 2027. Negli ultimi tre anni la coalizione di sinistra al governo non è riuscita a presentare nuovi piani per la Finanziaria, a causa della mancanza di sostegno in un Parlamento molto frammentato, limitandosi a riproporre il Bilancio del 2023.

Sanchez e i suoi ministri mantengono proiezioni più favorevoli rispetto a quelle di altre istituzioni, come la Banca di Spagna, che prevede una crescita del 2,3% per quest’anno, o come l’Ocse che di recente ha alzato leggermente le stime per la Spagna, indicando una crescita del 2,2% per quest’anno. Dal governo sottolineano «la solidità dell’economia e le politiche che da anni, in particolare sull’immigrazione e sulle fonti rinnovabili di energia, hanno permesso alla Spagna di guadagnare forza e autonomia».

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