Mosca ha ordinato l’espulsione immediata di un attaché militare italiano e di un suo collaboratore, concedendo loro tre giorni per lasciare la Russia. Il provvedimento rappresenta una ritorsione alla recente cacciata da Roma di due agenti russi sotto copertura, accusati di spionaggio militare su tecnologie strategiche per la difesa e la NATO. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato la mossa del Cremlino definendola un atto di ritorsione ingiustificato, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l’attenzione sulla minaccia crescente del conflitto ibrido condotto da Mosca.
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