Storie Web mercoledì, Ottobre 14

Nell’Aula del Senato sono iniziate le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo  del 15 e 16 ottobre. Al termine, intorno alle ore 10, la premier andrà come da prassi alla Camera per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare a Palazzo Madama per assistere alla discussione generale (al momento sono 18 i senatori iscritti a parlare) e per la sua replica agli interventi. Dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni che i gruppi presenteranno, Meloni si sposterà nuovamente a Montecitorio alle ore 15.15.

I temi in agenda: competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme. La premier al suo arrivo è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.

“L’Ue chiamata a scelte sempre più complesse”

“Sono sempre più numerose e complesse le scelte che l’Ue è chiamata a compiere per difendere la capacità di restare competitiva e sicura” ha detto la premier nel corso delle comunicazioni in Senato.

“La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia” e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia” e “nessuno può rispondere efficacemente da solo” per questo serve “una risposta coordinata e rapida”.

“Decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione”

“Il primo tema sul quale voglio soffermarmi è la competitività. Il Consiglio Europeo farà il punto sull’attuazione dell’agenda ‘One Europe, One Market’ e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e autorizzazione. Sono obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo. Però, la questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è un’altra: il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico. Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell’energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese” ha detto la presidente del Consiglio.

“Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”

“L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa” ha detto, inoltre, Meloni spiegando che “l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”

Risoluzione maggioranza: “Diplomazia per una pace giusta, mantenere pressione sulla Russia”

“Garantire la continuità del sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina”. Questo uno dei punti di impegno della risoluzione che la maggioranza ha predisposto in Senato che sarà presentata dopo le comunicazioni della premier sul Consiglio europeo. “In coordinamento – si aggiunge – con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale”. Accanto a questo si chiede di puntare alla “designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri”. Nello stesso tempo il documento chiede di “non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.

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