Per Matteo Marzotto il futuro del Made in Italy passa prima di tutto dalle persone. E in particolare dai giovani, chiamati a raccogliere l’eredità di un sistema produttivo che continua a distinguersi nel mondo per qualità, manifattura e capacità di innovazione.

A margine della consegna del Premio Made in Italy Sostenibile 2026, il presidente di MinervaHub ha lanciato un messaggio alle nuove generazioni, invitandole a guardare all’impresa con ambizione ma anche con realismo.

“Bisogna avere pazienza e coraggio, specialmente in Italia, ma oggi la passione da sola non basta più”, ha affermato.

Secondo Marzotto, il contesto internazionale richiede una preparazione sempre più solida. “Bisogna studiare tanto e non smettere mai di farlo”, ha sottolineato, ricordando come università e scuole italiane rappresentino ancora oggi un patrimonio spesso sottovalutato.

L’imprenditore ha collegato il tema della formazione a quello della manifattura, uno dei pilastri del Made in Italy. Dietro ogni prodotto di alta gamma, ha spiegato, si nasconde una filiera complessa fatta di competenze, lavorazioni specializzate e saperi che costituiscono una delle principali ricchezze del Paese.

Per Marzotto la sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di preservare questo patrimonio senza cedere alla tentazione di rincorrere esclusivamente la riduzione dei costi. La qualità, osserva, resta il vero elemento distintivo del Made in Italy e il fattore che continua a renderlo competitivo sui mercati internazionali.

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