Oltre due ore, poi l’annuncio: l’approvazione della legge di bilancio in Consiglio dei ministri «slitterà di qualche giorno», probabilmente al 28 ottobre, oltre la data del 23 inizialmente immaginata. Ufficialmente per tenere conto dell’esito delle interlocuzioni con Bruxelles per «ottenere maggiore flessibilità», ufficiosamente anche perché il nodo della selezione delle priorità non è affatto sciolto. Così come quello dei 5 miliardi di contributo previsti dal Governo dal settore finanziario.
Vertice ancora «interlocutorio»
Il vertice di maggioranza sulla manovra tra Giorgia Meloni e gli alleati – Antonio Tajani per Fi, Matteo Salvini per la Lega, Maurizio Lupi per Noi Moderati – assieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato «interlocutorio», come riferiscono più fonti. Arrivato peraltro al termine di una giornata complessa, che era cominciata con il bilancio delle devastazioni ai cortei di Milano, Torino e Bologna ed era continuata con la protesta dei tir contro il caro carburanti. Una miscela esplosiva di malesseri che rende la strada della legge di bilancio tutta in salita: la dotazione di 23,4 miliardi, di cui 14,4 derivanti dall’extradeficit autorizzato per le spese in energia e difesa, appare sempre più esigua rispetto alle sfide da affrontare e sempre meno utile in chiave “elettorale”.
L’attesa per le risposte di Bruxelles
La prova di Governo e maggioranza è difficile: cercare di selezionare le misure più efficaci, tanto in termini assoluti quanto in termini di consensi, per confezionare un testo “degno” da presentare in Consiglio dei ministri. La riunione si è aperta con un punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea tanto sul tema degli investimenti finanziabili con lo scostamento di bilancio quanto, soprattutto, sulla richiesta di ulteriore flessibilità legata all’inflazione su cui Meloni venerdì a Bruxelles è tornata alla carica con Ursula von der Leyen dicendosi «ottimista».
La dote per le forze dell’ordine
Nei 7,2 miliardi dei 14,4 riservati alla difesa per il 2027, a maggior ragione alla luce della tensione che sale nelle piazze, rientrerà anche una dote per assunzioni ed equipaggiamenti delle forze dell’ordine. Un segnale di attenzione che il centrodestra considera doveroso e che potrebbe contemplare anche un intervento sul sistema previdenziale per compensare le penalizzazioni di una categoria che va in pensione prima maturando meno contributi.
Nuova lite sul contributo delle banche
Non c’è stata la stessa identità di vedute sul contributo di 5 miliardi dal mondo bancario e assicurativo messo nero su bianco nel Dpb. La premier, in asse con Tajani, ha raccomandato cautela nel negoziato e nei toni. Un avvertimento indiretto a Salvini, che continua a picchiare duro.










