Occhio al Q-Day! In un solo giorno un attacco quantistico a una delle grandi banche statunitensi potrebbe costare fino a 3,3 trilioni di dollari di danni. A fare i conti è stata Citi, che stima che le probabilità di un attacco guidato da computer quantistici variano tra il 19 e il 34% entro il 2034, ma balzano tra il 60 e l’82% nel decennio successivo.
I big in campo
Ecco perché la finanza si sta muove. Hsbc ha utilizzato un computer quantistico per il trading di bond europei, con un miglioramento dell’efficacia previsionale fino al 34%. Ma già aveva esteso la protezione quantum-safe alla sua offerta di oro tokenizzato. JpMorgan utilizza sicurezza quantistica per proteggere i dati finanziari e l’infrastruttura blockchain, mentre Wells Fargo ha condotto test in ambito “quantum key distribution”. Un pioniere storico come Barclays ha sperimentato casi d’uso su clearing e settlement, Goldman Sachs sta studiando algoritmi quantistici per il pricing, Bbva ha elaborato un progetto pilota di “distributed quantum simulation” come base per esplorare task finanziari complessi. In Italia Intesa Sanpaolo ha svolto sperimentazioni quantum-safe, mentre Tim, tramite la controllata Telsy, ha fornito a Sparkasse una rete “a prova di futuro” su base di crittografia quantum-resistant.
La Bri e la crittografia post-quantum nei pagamenti
Intanto la Banca dei regolamenti internazionali non rimane ferma: insieme a Swift, Banca d’Italia, Banque de France e Bundesbank ha avviato un progetto per testare strumenti di crittografia “post-quantum” in un sistema di pagamento operativo. «Proteggere i sistemi finanziari dalla potenziale minaccia rappresentata dai computer quantistici richiede un approccio proattivo e coordinato», sostiene la Bri, osservando che le sfide vanno oltre gli aspetti tecnici e includono consapevolezza, allocazione delle risorse, sviluppo delle competenze, governance.
I computer quantistici non sono semplicemente “computer più veloci”. Per le loro caratteristiche, centrate su sovrapposizione degli stati, entanglement e interferenza, eccellono nel risolvere categorie di problemi come l’ottimizzazione, la simulazione e la fattorizzazione su larga scala, con cui la finanza si confronta ogni giorno. McKinsey stima in 2mila miliardi di dollari il valore che sarà generato a livello globale, entro il 2035, da applicazioni di tecnologie quantistiche. Un terzo circa di questo valore, per oltre 600 miliardi, si potrà concretizzare in ambito finanziario.
La fragilità della finanza parte dalla sicurezza, oggi basata sulla crittografia a chiave pubblica: a un supercomputer classico servirebbero trilioni di anni per “bucare” i sistemi crittografici attuali, a un computer quantistico basteranno pochi giorni, se non ore. Ma il quantum rappresenta una minaccia già oggi, perché i dati intercettati ora potranno essere decifrati domani, quando l’hardware quantistico sarà più maturo.







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