Storie Web giovedì, Aprile 30

Il board della Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse invariati per la terza riunione consecutiva, a fronte dell’elevata incertezza derivante dalla guerra in Medio Oriente, in quello che con ogni probabilità è stato l’ultimo meeting di politica monetaria presieduto da Powell. «L’inflazione è elevata e riflette, in parte, il recente aumento dei prezzi globali dell’energia», ha riferito una nota, confermando i tassi all’interno di un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%. Tuttavia, quattro dei 12 componenti del board si sono opposti alla decisione, mentre 3 responsabili della politica monetaria hanno sostenuto la pausa, pur non mostrando alcuna propensione verso un futuro taglio dei tassi di interesse. Il caso di quattro voti contrari nel board alle decisioni di politica monetaria è il primo del suo genere da ottobre del 1992, a segnalare un possibile cambio di passo con il prossimo arrivo alla guida della Fed di Kevin Warsh, voluto da Donald Trump. Nello specifico hanno votato a favore dell’azione di politica monetaria: Jerome Powell, John Williams, Michael Barr; Michelle Bowman, Lisa Cook, Philip Jefferson; Anna Paulson e Christopher Waller. Hanno votato contro: Stephen Miran, che voleva un taglio di 25 punti base; Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan, favorevoli al mantenimento dell’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali, ma non all’inclusione di un orientamento espansivo nel comunicato.

«Questa è stata la mia ultima seduta da capo della Fed, faccio i miei auguri al mio successore Kevin Warsh», ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell, nel briefing seguito al board di politica monetaria che ha lasciato i tassi invariati per la terza seduta finita. L’economia Usa «si è espansa a passo solido, ma i prezzi si sono spostati verso l’alto, oltre il 2% perseguito dalla Fed», ha aggiunto.

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