Storie Web giovedì, Aprile 30

Verifiche da portare a termine il prima possibile, e andando alla fonte, per stabilire se i presupposti per concedere la grazia a Nicole Minetti siano concreti e fondati, oppure fare marcia indietro e ribaltare il parere con l’amara constatazione che forse la funzione rieducativa della pena ha mal funzionato. La Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, preme sull’acceleratore con una serie di verifiche all’estero. Nel mirino dell’Interpol, delegata dal sostituto pg Gaetano Brusa, ci sono alcune punti nodali e che hanno indotto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a firmare l’atto di clemenza per l’ex consigliera regionale lombarda ritenendo prevalenti le ragioni di «umanità» e su cui da qualche giorno si sono addensate nubi.

Gli elementi al vaglio

Gli approfondimenti riguardano innanzitutto la veridicità della sentenza, prodotta in atti dagli avvocati, di adozione del bimbo malato e abbandonato in un istituto dai genitori biologici emessa dal giudice di Maldonado nel febbraio 2023 e recepita dal Tribunale per i minorenni di Venezia. Poi c’è pure da controllare di nuovo il certificato penale della 41enne, passata alla ribalta delle cronache per le serate ad Arcore: si vuole appurare che non abbia procedimenti aperti o in Uruguay, dove con il compagno Giuseppe Cipriani – per cui ha lavorato come pr nei suoi locali di lusso – ha vissuto per lungo tempo, o in Spagna, dato che a Ibiza ha trascorso un certo periodo di tempo come dj.

Ma la questione cruciale è se davvero abbia preso una «radicale distanza dal passato» con una «seria e concreta volontà di riscatto sociale», parole usate dal pg Brusa nelle sue osservazioni, non vincolanti, trasmesse a via Arenula da dove sono state traghettate al Quirinale, senza per altro che qualcuno sollevasse rilievi. Se così non dovesse risultare e dagli accertamenti, che non sono indagini penali vere e proprie, risultasse un quadro che riporta alla vita “precedente” di Minetti – condannata definitivamente a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e un mese per la Rimborsopoli lombarda – la Procura generale potrebbe rivedere il parere dello scorso 9 gennaio e ritenere la ex showgirl non meritevole della grazia.

Legali Minetti, trasmessi gli atti sull’adozione

I legali di Nicole Minetti hanno trasmesso alla Procura Generale di Milano l’intera documentazione giudiziaria e amministrativa, «al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia», anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che – sottolineano gli avvocati – «ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva». Sono stati inoltre indicati «tutti i consulti eseguiti in Italia ed all’estero con deposito della documentazione sanitaria delle visite. Di ciascun profilo vi è puntuale riscontro nella documentazione trasmessa alla Procura generale – sostengono i legali -, in spirito di piena collaborazione, per ogni opportuna valutazione». Una vicenda complessa trascorsa tra ospedali e consulti medici come quelli, come è stato chiarito stamane in Procura generale dagli avvocati, avvenuti al San Raffaele e a Padova, ma di cui non ci sarebbe traccia nei database. E questo perché, è la spiegazione fornita, non sarebbe stato seguito l’iter ’ufficiale’ ma ci si sarebbe rivolti direttamente ai professionisti di fiducia per un parere medico. Una ricostruzione su cui, dopo le ombre e i dubbi sollevati, si vuole vedere chiaro per eventualmente, mai successo nella storia, fare un passo indietro revocando l’atto di clemenza, Ma tutto in tempi rapidi.

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