La crisi energetica e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente mettono sotto pressione i fornimenti e spingono all’insù il prezzo dei carburanti. Negli ultimi anni la strategia europea ha portato alla chiusura di numerose raffinerie, con l’obiettivo di accelerare verso la transizione ecologica, la mobilità elettrica e i biocarburanti. Tuttavia, la risposta alternativa fatica a coprire il fabbisogno attuale.
In Italia la rete industriale resiste meglio rispetto al resto del continente, con impianti chiave come quello di Priolo Gargallo, ma il tasso di utilizzo si attesta al 77%. Per prevenire nuovi rincari e garantire la stabilità delle scorte, il governo punta a convocare i rappresentanti del settore per investimenti urgenti e per rafforzare la produzione nazionale, poiché il petrolio copre ancora circa il 90% dei consumi nel settore trasporti.






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