La Bce lascia i tassi fermi. Confermando le attese, la Banca centrale europea ha mantenuto nella riunione di luglio il tasso sui depositi al 2,25%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali (di emergenza, per le banche) al 2,65%, dopo il rialzo di un quarto di punto della riunione di giugno.
Nel breve comunicato emesso dopo la riunione, la Bce ha sottolineato che «le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente». Nella visione della banca centrale non c’è quindi – se ne può dedurre – la necessità di intervenire nuovamente sul costo del credito, in alcuna direzione.
La situazione resta però sotto controllo: «L’incertezza resta elevata – continua il comunicato – e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto». Il Consiglio direttivo ritiene in ogni caso di restare «in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto». Le prossime decisioni continueranno a essere prese con «un approccio guidato dai dati» e «di volta in volta a ogni riunione».






