Ciò che rende interessante questa fase nelle relazioni tra i due Paesi è la concomitante vicinanza tra Pyongyang e Mosca. Storicamente la leadership nordcoreana si avvicinava a una delle due potenze confinanti, allontanandosi dall’altra. Dallo scoppio della guerra in Ucraina in poi invece, Kim sta riuscendo a intensificare i rapporti sia con la Russia sia con la Cina.
Dopo aver detto di voler incontrare Kim entro la fine di quest’anno, Trump ha ridimensionato le aspettative di un vertice con il leader nordocoreano. Il presidente statunitense aveva lasciato aperta la possibilità di un incontro a margine del vertice Apec in programma il mese prossimo a Shenzhen, in Cina, ma le sue aperture dei mesi scorsi sono state tutte respinte.
Secondo Christopher Green, senior consultant dell’International Crisis Group, è possibile che il leader nordcoreano abbia visitato la Cina proprio per coordinare la propria posizione con Xi prima di accettare un incontro con Trump. «Tuttavia, la verità è che Kim ha molte questioni da discutere con la Cina, oltre alla diplomazia con gli Stati Uniti», spiega Green.
La Cina è interessata ad ampliare la cooperazione economica e commerciale con la Corea del Nord, ha riferito l’agenzia ufficiale cinese Xinhua. Un alto funzionario di Pechino ha indicato nella recente apertura di un nuovo ponte sul fiume Yalu un’opportunità per intensificare gli scambi tra i due Paesi.
Il ponte, a quattro corsie, si estende per circa tre chilometri. I lavori di costruzione erano stati completati nel 2014, ma la struttura è rimasta inutilizzata per 12 anni, mentre la Corea del Nord rinviava il completamento delle infrastrutture doganali e di controllo dell’immigrazione.