Storie Web mercoledì, Novembre 4

Joe Bastianich porta nel centro di Milano il flagship di JB Burger, quinto punto vendita della catena nata dalla collaborazione con Bun Burgers, marchio di smash burger di Gioia Group (nota anche per Cioccolatitaliani e Futura). Non solo un punto di ristoro, ma anche una dark kitchen dedicata al delivery su tutta la città.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Una crescita rapida, dal momento che il primo punto vendita è stato inaugurato lo scorso aprile presso il centro commerciale Fiordaliso di Rozzano, seguito da Roma Est a luglio, da piazza Carlina a Torino e da Rescaldina, a nord di Milano, aperto la settimana scorsa.

I conti della crescita

Simone Pescatore, general manager di Bun Burgers e JB Burger, spiega che «il progetto unisce la visione gastronomica di Bastianich e la capacità di replicare i locali tipica del Gioia Group, holding della ristorazione in catena» che oggi conta quasi cento locali nel mondo e 50 milioni di euro di ricavi. Per JB Burger, il riferimento economico resta il singolo punto vendita, con un fatturato medio di almeno 2 milioni di euro. Fiordaliso ha raggiunto questa soglia, mentre per Torino la previsione è di 3 milioni. Per il flagship milanese Pescatore si attende un risultato in linea con quello torinese, senza escludere ricavi superiori.

«Il piano iniziale – spiega Pescatore – prevedeva tre aperture nel 2026. Con il sesto locale, a Cagliari in un altro centro commerciale, il traguardo sarà raddoppiato entro fine anno, perché i risultati economici hanno spinto ad accelerare». Per il 2027 sono attese altre otto-nove inaugurazioni, tra punti vendita diretti e in franchising, che porterebbero la rete a una quindicina di insegne. Tra le prime è già fissata Novara, fra gennaio e febbraio. Sommando i locali operativi per un anno intero e le nuove aperture, secondo Pescatore JB Burger potrà superare i 20 milioni di euro di ricavi nel 2027.

Negli anni successivi il ritmo sarà di cinque-dieci aperture l’anno, non solo nelle grandi città, ma anche nei centri a partire da 70mila abitanti, con l’obiettivo di arrivare a cento locali in Italia. «Lo smash burger in Italia – sottolinea Pescatore – è ormai una categoria affollata e di tendenza. Il vantaggio competitivo è nel coinvolgimento di Bastianich nelle scelte di prodotto, prezzo e comunicazione e nella capacità di mantenere lo stesso livello qualitativo su larga scala: nessun altro può farlo».

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