Storie Web domenica, Aprile 19

Così il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. Riguardo ai negoziati, il presidente del Parlamento Ghalibaf ha parlato di «progressi con gli Stati Uniti, ma permangono divergenze significative»

Wsj: «Trump non approvò presa di Kharg perché temeva alti costi umani»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha appoggiato l’idea di conquistare l’isola iraniana di Kharg, temendo un numero significativo di vittime tra i soldati americani. È quanto rivela il Wall Street Journal, citato e ripreso da diversi media internazionali tra cui la russa Tass e l’ucraina Rbc. Trump si oppose all’invio di soldati nonostante gli fosse stato assicurato che la missione avrebbe avuto successo e che la conquista del territorio avrebbe garantito agli Stati Uniti l’accesso allo stretto. Ma temeva perdite americane inaccettabilmente elevate. «Sarebbero facili bersagli», avrebbe detto Trump, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. Le stesse fonti affermano che Trump avrebbe urlato contro i suoi collaboratori per diverse ore dopo aver appreso che un aereo statunitense era stato abbattuto in Iran e che due piloti risultavano dispersi. Ha preteso che l’esercito intervenisse immediatamente per catturarli perché, sempre secondo le stesse fonti, le immagini della crisi degli ostaggi iraniani del 1979 erano costantemente presenti nella sua mente.

Ghalibaf: «Progressi nei negoziati, ma accordo ancora lontano»

«Ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma permangono divergenze significative». Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo quanto riporta Ynet. «Abbiamo raggiunto – ha proseguito – delle conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state avanzate diverse proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su diverse questioni che per noi sono non negoziabili». Ghalibaf, che ha guidato la delegazione negoziale iraniana nei colloqui falliti nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: «I negoziati di Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma credo che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica».

Teheran: «Da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale»

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito. «Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul “diritto internazionale” in una palese dimostrazione di ipocrisia», ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. «Di quale “diritto internazionale” state parlando? Di quello che permette all’Ue di essere soddisfatta dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran e di ignorare i crimini commessi contro l’Iran?», ha sottolineato, aggiungendo: «Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione».

«Ah, quel “diritto internazionale”?! Quello che l’Ue tira fuori dal cassetto impolverato per fare la morale agli altri mentre, dietro le quinte, dà il via libera a una guerra di aggressione tra Stati Uniti e Israele e chiude un occhio sulle atrocità commesse contro gli iraniani?», ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. «Risparmiateci i sermoni; la cronica incapacità dell’Europa di mettere in pratica ciò che predica ha reso il suo discorso sul “diritto internazionale” il colmo dell’ipocrisia», ha continuato il portavoce iraniano, difedendo la capacità di Teheran di agire nello stretto, cruciale transito energetico globale. “Nessuna norma” del diritto internazionale, ha sostenuto Baqaei, vieta a Teheran di «adottare le misure necessarie per impedire che lo stretto di Hormuz venga utilizzato per lanicare un’aggressione militare contro l’Iran». Ed infine ha messo in discussione il principio di libero transito nella zona, affermando che, nell’attuale contesto militare, è difficile parlare di «transito innocente incondizionato»: «questa finzione è scomparsa nel momento in cui l’aggressione Usa e israeliana ha portato risorse militare Usa nel cortile di casa dello stretto».

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