Storie Web mercoledì, Marzo 4

Anche il turismo organizzato precipita nel vuoto. Dopo l’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran, non solo è stata registrata la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, ma tra cancellazioni e rientri anticipati si stima che entro 30 giorni si possano arrivare ad oltre 3.500 disdette tra pacchetti e servizi, per circa 6,4 milioni di euro di mancati introiti.

A lanciare il grido di allarme è Assoviaggi Confesercenti con un report diffuso in collaborazione con il Centro Studi Turistici di Firenze. La perdita riguarda sia le rinunce al viaggio sui pacchetti già acquistati che dalle proposte all inclusive programmate verso le destinazioni a maggior rischio sicurezza e che resteranno invendute.

I numeri

«Ogni anno verso i Paesi indirettamente coinvolti nelle azioni militari – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman – viaggiano oltre 610mila italiani e circa 60mila di loro si avvalgono dei servizi di Tour operator e agenzie di viaggio.- ci dice Assoviaggi -. Con l’intensificarsi delle azioni militari, l’intera area ha subito un’improvvisa escalation con un impatto immediato sulla sicurezza e sulla logistica dei viaggi, a partire dalla chiusura degli spazi aerei e dalle conseguenti cancellazioni di numerosi voli».

Dubai, la tappa ambita dai turisti del lusso

Il Medio Oriente ha dimostrato di essere una delle mete favorite dai turisti ’wealthy’ alla ricerca di mete sempre più esclusive. Dai cinque Paesi coinvolti dagli effetti iniziali del conflitto si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti. Primeggia Dubai che nel 2025 ha accolto ha quasi sfondato il tetto dei 20 milioni di viaggiatori internazionali tra milionari, influencers e visitatori. Una costante crescita costretta ad interrompere la propria corsa.

«Per le prenotazioni già pianificate – spiega Assoviaggi – le imprese del turismo organizzato si trovano a gestire criticità legate ad annullamenti dei voli, rinunce al viaggio e possibili scoperture assicurative connesse a instabilità politica o atti di guerra». L’ondata di annullamenti e di riprotezioni sembra destinata a non arrestarsi, causando un grande numero di perdite per il settore.

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