Storie Web giovedì, Maggio 14

L’Intelligenza artificiale come realtà consolidata, se non ancora nella vita quotidiana di tutte le aziende e di tutti gli operatori, di certo nelle strategie nazionali che a partire dalle sperimentazioni e dalle best practice sul territorio sono in corso di implementazione. A fare il punto, sono le stesse aziende sanitarie e ospedaliere aderenti alla Fiaso, la Federazione che a giugno scorso ha avviato a Siracusa un percorso per accompagnare l’ingresso dell’Intelligenza artificiale verso applicazioni concrete, sicure e sostenibili per il Servizio sanitario nazionale. E che a Roma ha completato il suo ciclo itinerante di incontri e focus con il Forum “Next Health 2026 – AI for Health: dalla visione alla realtà”, in cui ha premiato anche le sei esperienze selezionate nell’ambito della Call4Ideas “AI for Health”, dedicate all’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nelle aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario nazionale.

Uno strumento utile

«L’intelligenza artificiale non è una scorciatoia tecnologica, né una promessa astratta: è uno strumento che, se guidato con visione pubblica, può aiutarci a migliorare concretamente la sanità – ha sottolineato il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle -. Proprio perché questi strumenti sono potenti, serve una governance solida. La tecnologia – ha aggiunto – non sostituisce l’essere umano e non prende il posto della relazione di cura. Con “Next Health” Fiaso vuole contribuire a guidare questa evoluzione: selezionare le soluzioni efficaci, misurarne l’impatto e trasformare l’intelligenza artificiale in valore pubblico».

Guidare la trasformazione

«L’IA applicata alla sanità è già oggi la leva che sta cambiando radicalmente il modo in cui si programmano i servizi, si governa il percorso del paziente, si sostengono i professionisti e si migliorano i tempi della cura – ha avvisato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, nel suo intervento al Forum Fiaso -. Il punto allora è come guidare questa trasformazione con responsabilità, visione e concretezza ed è su questo terreno che stiamo lavorando da inizio Legislatura, concentrandoci su tre assi strategici: lo sviluppo del Fascicolo sanitario elettronico, della telemedicina e delle sperimentazioni con l’IA che è direttrice trasversale alle prime due. La sfida oggi è trasformare le sperimentazioni in sistema – ha aggiunto -: passare da progetti isolati a una nuova cultura della governance sanitaria, facendo sì che innovazione tecnologica e organizzativa camminino insieme. Su questo campo si gioca una parte decisiva della qualità del nostro Servizio sanitario nei prossimi anni e sarà importante costruire insieme una sanità in cui la tecnologica non sostituisce la relazione di cura ma la rende più forte», ha concluso.

Ridurre le disuguaglianze

Per il ministro della Salute Orazio Schillaci, «dobbiamo passare da una sanità che gestisce la malattia a una sanità proattiva, che costruisce la salute, con il cittadino come partner informato e non come utente passivo». E in quest’ottica, ha spiegato, «l’intelligenza artificiale ci può aiutare proprio a ottimizzare i processi, a utilizzare meglio le risorse, ad avere una migliore organizzazione e, molto importante, anche a rendere ancora più sostenibile tutto il nostro sistema sanitario. Ma in questa prospettiva è fondamentale garantire un accesso equo alle tecnologie, ridurre i divari territoriali, favorire una diffusione omogenea dell’innovazione su tutto il territorio italiano. Questo è un aspetto decisivo: senza equità non puo’ esserci vero progresso».

Migliorare la qualità di vita

«Accanto alle opportunità offerte dall’Intelligenza artificiale – ha voluto sottolineare il ministro della Salute – emergono anche sfide importanti, a partire dalla tutela della privacy, della sicurezza dei dati. Per questo è indispensabile costruire regole chiare e una governance capace di garantire un utilizzo sicuro, etico e responsabile delle nuove tecnologie, nell’interesse dei cittadini e della qualità del nostro Servizio sanitario nazionale. Il compito delle istituzioni è questo: trasformare le potenzialità dell’innovazione in strumenti concreti capaci di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini».

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