Storie Web giovedì, Maggio 14

“Oggi non c’è una particolare preoccupazione per il rischio di diffusione dell’hantavirus, ma se dovesse esserci una nuova emergenza pandemica, il sistema sanitario non sarebbe pronto: mancano ancora medici”.

A spiegarlo è il segretario del principale sindacato dei medici ospedalieri Pierino di Silverio fa il punto di come gli ospedali potrebbero far fronte a una diffusione del virus. “Rispetto al 2020 – precisa – la carenza di personale non è cambiata in modo significativo e la medicina territoriale, che avrebbe dovuto essere potenziata dopo il Covid, non è mai realmente decollata”. 

Il nodo, spiegano i medici ospedalieri, è evitare che i pazienti arrivino in terapia intensiva. “Già durante il Covid mancavano anestesisti e da allora non c’è stato un grande cambiamento. Le case di comunità sono partite a singhiozzo”. 

Secondo Di Silverio: “Non siamo di fronte a un virus che si diffonde e muta rapidamente come il Sars-Cv -2 e sul piano delle conoscenze scientifiche siamo certamente più preparati. Quindi le situazioni non sono paragonabili”. Tuttavia resta il problema degli organici: “Senza personale il sistema fatica. I medici che abbiamo oggi in organico – prosegue – non credo che riuscirebbero a reggere un nuovo impatto assistenziale e psicologico come quello vissuto durante la pandemia. Persistono criticità soprattutto nei servizi sanitari territoriali, che avrebbero bisogno di strumenti diagnostici, implementazione organizzativa e investimenti sul personale: siamo ancora molto indietro”.

 

 

 

 

 

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