Storie Web domenica, Giugno 14

Il riassetto in atto nel settore del credito è destinato a ridisegnare gli equilibri del sistema finanziario italiano, rafforzando i poli bancari nazionali e creando un nuovo scenario competitivo con meno attori di dimensioni più grandi.

Ma osservando il fenomeno con gli occhi dei clienti, le acquisizioni e le fusioni tra banche vanno a ridurre il numero di player presenti sul mercato, con famiglie e imprese che avranno meno opportunità di muoversi liberamente tra istituti concorrenti. Questo comporta rischi per la libertà di scelta e il potere negoziale dei clienti diminuisce. E se la competizione tende a ridursi gli istituti difficilmente trasferiranno ai clienti, anche solo in minima parte, i benefici derivanti dalle sinergie che rimarranno prevalentemente a favore degli azionisti attraverso margini di profitto più alti, senza alcuna chance di vederle tradurre in tassi di interesse più favorevoli, commissioni ridotte o servizi migliori per i clienti.

Le operazioni di concentrazione bancaria non sono manovre riservate agli addetti ai lavori, ma hanno ricadute concrete sulle tasche dei risparmiatori: ridefiniscono le condizioni di accesso al credito e i costi dei servizi bancari per le famiglie, ma anche per le imprese. Le banche dominanti acquisiscono maggiore capacità di influenzare le condizioni di mercato senza temere una risposta aggressiva da parte dei concorrenti. Per le Pmi, in particolare per le micro aziende, con meno alternative di finanziamento, il rischio è di diventare troppo dipendenti da un singolo interlocutore bancario, con possibili ripercussioni sulla loro capacità di investire e crescere.

In più le fusioni tra banche puntualmente generano una serie di disservizi, oltre che dare origine a fastidiosi cambi forzati di Iban e chiusure di filiali, accentuando il fenomeno della desertificazione bancaria. E al momento della migrazione dei sistemi informativi, con il trasloco dei clienti dalla piattaforma informatica della vecchia a quella della nuova banca, le interruzioni dell’operatività degli sportelli, dell’home banking e delle carte di pagamento sono all’ordine nel giorno, con pesanti ricadute per i clienti: basti pensare all’impossibilità di utilizzare bancomat ed effettuare bonifici ed F24 per più giorni o anche solo subire il blocco per pochi minuti per chi fa trading.

A tal proposito non vogliamo essere nei panni dei clienti di Mediobanca che, qualora la prevista fusione con Mps sia completata prima del perfezionamento dell’offerta di Intesa Sanpaolo, subirebbero un doppio trasloco, prima verso Mps e successivamente verso Intesa. Infine nel risiko bancario entrano in gioco anche i dati di milioni di correntisti. Informazioni personali che oggi valgono come una miniera d’oro.

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