«Siano rispettati i diritti di tutti». Uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo per rientrare in Vaticano, Papa Leone XIV – interpellato dai giornalisti – interviene sulle violenze subite dagli attivisti della Flotilla: «Lì bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti», ha detto. «Purtroppo il popolo di Gaza – ha aggiunto – non riceve ancora gli aiuti umanitari e questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla, io vorrei rinnovare l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto».
Il pontefice è poi tornato a parlare di intelligenza artificiale, tema al centro della sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas”: «Oggi già abbiamo continuato il lavoro, c’è stato una specie di lavoro insieme con il Dicastero per lo sviluppo umano integrale e con alcuni che lavorano in Antropic», ha raccontato. L’invito del Vescovo di Roma è «continuare il dialogo, cercare veramente una Intelligenza artificiale disarmata«, perchè «la guerra si fa oggi con l’IA» e «abbiamo visto altri casi oggi, in Libano, senza pensare alle vite umane».
Le parole del Santo Padre arrivano subito dopo un appello pubblicato sul profilo Instagram di Maghreb Sumud, che fornisce continui aggiornamenti sulla situazione dei volontari della Global Sumud Flottilla. In un video si vedono i volti e le voci dei 10 attivisti del convoglio via terra della Flotilla ancora detenuti: tra loro i due italiani – Domenico Centrione e Leonarda Alberizia – fermati a Sirte dai miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar domenica mentre cercavano di negoziare un avanzamento del convoglio. Da lì sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di giudizio mentre sono stati considerati «potenziali clandestini».
«Da ogni angolo del mondo, e in molti lingue, sono arrivati con un cuore e un obiettivo: raggiungere Gaza con aiuto umanitario», scrive Maghreb Sumud, ricordando che «oggi, sono detenuti, e stiamo ancora aspettando la loro liberazione e rassicurazioni sulla loro sicurezza». La delegazione dei 10 attivisti (oltre ai due italiani ci sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), aveva tentato di negoziare a Sirte il passaggio del convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza. Ai due italiani fermati, si aggiungono altri 7 connazionali che in Libia sarebbero stati sgomberati dall’accampamento dove si trovavano a Sirte e accompagnati a Misurata per essere rimpatriati; fonti della Global Sumud Flotilla riferiscono che ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo all’aeroporto di Fiumicino domani alle 9,30. Fonti informate riferiscono che il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per poter effettuare una visita consolare ai due militanti italiani arrestati.







