Lotta ai privilegi, a partire dalla grandi società energetiche, Piano casa e Diritto a restare per i giovani
I privilegi sono innanzitutto quelli delle grandi società energetiche («le società energetiche hanno avuto un utile aumentato del 70%, nel terzo trimestre del 125%: serve un tetto al prezzo del carburante che valga per tutti, non possiamo affidarci alla volontà di pochi»). Ma i privilegi sono anche di chi può permettersi una casa, può permettersi servizi privati per compensare le liste di attesa nella Sanità, può permettersi di far studiare i figli all’università a fronte di tante famiglie del ceto medio che non riescono più. Da qui l’esigenza di maggiori investimenti nel Servizio sanitario nazionale, di un vero Piano casa per gli studentati pubblici e l’edilizia popolare pubblica, di una serie di misure che spingano i giovani a restare in Italia invece di fuggire all’estero per lavorare (Diritto a restare).
«Giusto sostenere l’Ucraina, ma serve diplomazia: manca la voce dell’Europa»
Quanto al nodo dei nodi, ossia l’invio di armi all’Ucraina che Conte vuole stoppare e che il Pd sia pure tra mille distinguo ha continuato ad appoggiare, Schlein sceglie di sfumare al massimo. «Dobbiamo insistere che il diritto internazionale vale sempre e per tutti, ma accanto al sostegno che giustamente non abbiamo mai fatto mancare al popolo invaso dell’Ucraina serve la diplomazia. Serve un negoziatore unico europeo per un negoziato e una pace giusta, che non è la resa alle ragioni dell’aggressione. Non può mancare una voce europea accanto al popolo ucraino, per una pace giusta», dice Schlein senza nominare la parola armi o aiuti militari. E senza lasciare varchi alla accuse di “due pesi e due misure” tra Russia e Israele: «Vogliamo essere costruttori di pace e vogliamo far valere ovunque il diritto internazionale. Se abbiamo dovuto sanzionare Putin dobbiamo sanzionare anche Netanyahu e il suo governo criminale».
Un programma di sinistra con l’occhio al disagio sociale e ai giovani nelle piazze
Un programma, quello immaginato da Schlein, molto spostato a sinistra. La segretaria dem punta alla contrapposizione totale con la leadership della premier Giorgia Meloni e punta a “fidelizzare” il voto identitario in vista dei gazebo, senza dimenticare i giovanissimi che hanno spinto nel marzo scorso il No al referendum confermativo sulla giustizia e che ora riempiono le piazza. «Nelle scorse ore tantissimi giovani sono scesi in piazza pacificamente per rivendicare il loro diritto di essere protagonisti della scrittura di un futuro migliore. Oggi dobbiamo riuscire ad ascoltare quella rivendicazione e a farla nostra. In alcuni casi ci sono stati scontri anche seri, ma non saccheggi e non quella guerriglia che qualcuno sperava di vedere. Quando le nuove generazioni scendono in piazza è una buona notizia per la democrazia, non accetteremo il tentativo di criminalizzare, come sta succedendo con i deserto sicurezza del governo».
A Montepulciano anche la voce delle imprese: Cina, dazi, energia e fuga di giovani le priorità
Resta poco spazio, almeno nel discorso pronunciato da Schlein a Montepulciano, per i temi della crescita e della competitività. Ma nella tre giorni di lavori il tema della necessità del ritorno a una vera programmazione di politica industriale, con una nuova governance e con incentivi selettivi e mirati alle imprese, è cominciato ad emergere. D’altra parte Orlando, uno dei big del “correntone” riunitosi a Montepulciano, in qualità di responsabile delle relazioni industriali ha già compiuto vari viaggi nei distretti del Paese, tra eccellenze e zone di crisi. Non a caso a Montepulciano c’è stato lo spazio per l’ascolto, oltre che dei sindacati confederali, anche del mondo imprenditoriale.
«Capitale umano, energia, competizione internazionale, queste sono le grandi sfide che le imprese hanno davanti», ha sottolineato ad esempio Lucia Aleotti, vicepresidente per il Centro Studi di Confindustria, in occasione del suo intervento al Montepulciano. Aleotti ha richiamato il ruolo del sistema produttivo anche per la tenuta del welfare («l’83% delle risorse che servono a sostenere il Welfare State viene dai lavoratori di aziende con più di dieci dipendenti, aziende che rappresentano solo il 5% di tutte le imprese del nostro Paese») e ha focalizzato il suo intervento sulle sfide rappresentate dalla concorrenza della Cina e dai dazi introdotti dagli Usa: «L’Italia, al netto del farmaceutico e delle grandi navi, ha perso il 9%, quasi il 10%, di esportazioni». Per la dirigente di Confindustria occorre dunque rafforzare le imprese e favorire gli investimenti nei settori competitivi, e sul fronte energetico valutare un mix che comprenda anche il nucleare. Infine, l’allarme sui giovani, apprezzato dalla platea di Montepulciano: «Ci sono 190.000 giovani che se ne sono andati negli ultimi cinque anni dal nostro Paese. Molti di questi sono laureati. Occorre rafforzare il collegamento tra formazione e imprese e valorizzare gli ITS, dove il 95% dei ragazzi trova lavoro prima di terminare gli studi. Se parliamo di un problema demografico, ma poi lasciamo che i nostri giovani se ne vadano all’estero, allora forse è meglio che lo cancelliamo dalle nostre agende».













