Mutui e prestiti, ma anche conti correnti e carte di pagamento si ottengono sempre più spesso non ricorrendo alla filiale bancaria. Se lo smartphome è ormai il canale digitale preferito dai consumatori (~60% clienti attivi), anche il pc con l’internet banking continua a mantenere la sua posizione che si manterrà costante nei prossimi anni (~35%). Sono gli effetti di un’ evoluzione delle abitudini dei consumatori che, grazie all’innovazione tecnologica sempre più pervasa dall’intelligenza artificiale che migliora i livelli di servizio e la personalizzazione delle offerte, sta spingendo il Digital Lending, ormai pilastro strategico per il futuro dei servizi finanziari. Se i volumi sono fortemente in accelerazione soprattutto per soluzioni come il Buy NowPayLater (+71% CAGR ’20-’25) , effetto di unapreferenza per soluzioni di pagamento più flessibili, trainate dall’e-commerce, anche i prodotti più complessi come i mutui evidenziano una crescita, seppur più contenuta (+19% CAGR ’20-’25). Sono queste alcune delle principali evidenze del secondo Osservatorio Digital Lending, che combina le analisi di mercato di Monitor Deloitte, le competenze accademiche del Cetif e i dati provenienti da fonti dati SIC (Sistema Informazioni Creditizie) ed Experian.
L’Online banking in Italia cresce ad un tasso medio del 3.4% nel periodo 2020–2025 ma la sua penetrazione è ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei, trainato dal mobile banking a scapito dell’Internet banking, complice una rete fisica bancaria storicamente capillare, una struttura demografica più matura (paese EU con età media più alta) e una tradizionale preferenza per il contante, dinamiche che stanno però rapidamente evolvendo. Quella che certamente è cambiata è l’offerta delle banche che negli ultimi anni è aumentata. Il numero di istituti di credito che offrono prodotti sottoscrivibili tramite Digital Onboarding si caratterizzano per una crescita particolarmente marcata sul Mobile, l’offerta digitale orientata al self-banking, affiancata da filiali digitali focalizzate su attività a valore aggiunto e network fisico. Si assiste poi ad un’espansione digitale per le operazioni più semplici, con evoluzione verso soluzioni digitali complete anche per i prodotti più complessi (e.g. mutui).
I dati dell’Osservatorio
Secondo l’Osservatorio in termini di volumi la penetrazione del canale digitale sul lending ha superato le attese, pari al 24% nel 2025 verso un 18% stimato. In prospettiva sono attesi in crescita in tutti i comparti del credito, con stime (riviste al rialzo) nell’intorno al~41% sul totale del lending al 2030. Si prevede ad esempio che i 10,6 miliardi erogati per i mutui tramite canale digitale diventeranno 19,1 miliardi nel 20230, mentre i 13,9 miliardi di erogato per i prestiti personali diventeranno 26 miliardi. L’incidenza del canale online cresce nei prestiti e nei mutui, trainata sempre più dagli incumbent che rispondono all’evoluzione dei bisogni dei consumatori con offerte sempre più digital-first. Tutti i comparti del credito presentano ticket medi più alti online rispetto ai canali fisici tradizionali e in crescita rispetto ai valori storici, segno di un’attenzione di questo canale per la clientela più affluent. I mutui ad esempio riflettono il valore dell’immobile e mostrano ticket comparabili tra i due canali digitale e fisico (132mila verso 121mila euro).
La diffusione a livello geografico
In linea alle previsioni dell’Osservatorio 2025, la Gen Y ha colmato il gap con la Gen X, diventando il segmento principale per tutti i prodotti di credito digitale, ad eccezione del prestito finalizzato. Il Nord, caratterizzato da redditi medi più elevati, risulta il territorio a maggiore concentrazione di domanda di credito digitale, in particolare per i mutui, grazie a una più alta capacità di spesa e facilità di accesso al credito, La fascia alta concentra il 36% delle richieste digitali di mutui, confermando la selettività strutturale del prodotto anche nel canale digitale. Mentre, anche in virtù della crescita tra il 2020 e il 2025 (+13 p.p.), il Bnpl è l’unico prodotto ad essere più diffuso al Sud, territorio con minore concentrazione di ricchezza e dove i prodotti tradizionali faticano a penetrare.
Tassi di default
Dal 2020 al 2025 i default diminuiscono trasversalmente su tutti i prodotti e canali, grazie anche all’utilizzo di soluzioni di AI per la valutazione del rischio (e.g. credit scoring), con il digitale che beneficia della possibilità di attivare azioni preventive in maniera più tempestiva. il default del canale digitale si è ridotto significativamente avvicinandosi al canale fisico, rimane leggermente superiore sui Prestiti personali (2,6% vs.2,2%), e sui mutui (1,2% vs. 1,0%).






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