Storie Web martedì, Aprile 14

Da anni quella dei mercati privati è raccontata come la nuova via per rendere più performanti i portafogli degli investitori. Finalità a cui ha voluto dare risposta anche il legislatore europeo con gli Eltif (European Long-Term Investment Fund) arrivati in Italia dal 2019. Ma è stata soprattutto la versione Eltif 2.0 del 2023 che ha ulteriormente “democratizzato” un settore fino a quel momento appannaggio dei clienti istituzionali abbassando le soglie di investimento (oggi possibili da 1 euro) e i limiti di concentrazione. Tra i primi prodotti arrivati in Italia ci sono quelli di Azimut (antesignana dal 2020) Algebris, Eurizon, BlackRock, Amundi, Finint, Schroders, Anthilia, solo per citarne alcuni.

Scarsa trasparenza su dati e numeri

In un mercato che nasce la trasparenza dovrebbe essere la prima regola, eppure riuscire a fare un quadro il più possibile corretto su quanto ampio sia il bacino e l’utenza di riferimento non è stato facile. Molti operatori non hanno neanche dichiarato flussi di raccolta e tipologie di clienti (vedi grafica a lato), come UniCredit ed Eurizon operativi sul segmento sin dalla prima ora.

Il mercato

In Italia secondo gli ultimi dati Assogestioni a fine 2025 gli investitori italiani detenevano 4,5 miliardi di euro in Eltif, rendendo l’Italia il secondo mercato più grande in Europa con la categoria del debito privato prevalente sia per masse sia per prodotti. Diciamolo subito l’Eltif non è un prodotto per tutti. È complesso e va capito bene. Eppure alcuni distributori online (Fundstore, Trade Republic e Scalable), e non solo, lo presentano anche come adatto al piccolo investitore, con investimento minimo richiesto di uno, mille o 10mila euro.

Target clienti

«Siamo favorevoli alla distribuzione degli Eltif al pubblico retail perché è una delle principali innovazioni degli ultimi anni nel mondo degli investimenti – spiega Vania Serena, resp. Sales&Marketing di Finint Investments -. Sono veicoli adatti a tutti, dal retail al cliente professionale, ma a condizione che il prodotto abbia caratteristiche adeguate in base alla profilatura e alle attitudini del singolo individuo». La stessa Azimut, con una raccolta dal 2020 di 2 miliardi di euro precisa che il 75% dei suoi clienti, e quindi anche di coloro che hanno sottoscritto Eltif, ha portafogli non al di sotto di 250mila euro.

Tra le case di gestione più attive nel settore c’è BlackRock che offre soluzioni multi-alternative per accedere in modo diversificato alle principali asset class. «Riscontriamo un interesse significativo in Italia – spiegano da BlackRock – con una raccolta superiore a 300 milioni e otto distributori attivi, che spaziano da grandi gruppi bancari a reti di consulenti, fino a realtà più piccole. L’interesse arriva in primis da clienti private che convenzionalmente sono coloro con portafogli investiti superiori a 500mila euro».

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