Storie Web mercoledì, Maggio 27

Mentre il dibattito sul potere d’acquisto resta acceso da mesi, dato che i salari italiani sono stagnanti o comunque non al passo dell’inflazione da anni, il Governo rivendica le sue operazioni fiscali. E le mette in evidenza ponendo, tramite il dipartimento per il Programma di governo, delle stime su alcuni casi esemplificativi.

Tra riduzioni fiscali, incentivi e bonus, una mamma lavoratrice «potrebbe contare su un reddito disponibile più alto di 11.600 euro rispetto al 2022, mentre un lavoratore senza figli avrebbe oltre 2.400 euro in più all’anno».

Le misure fiscali

Nei calcoli, come si legge sul sito del governo, vengono presi in considerazione taglio del cuneo fiscale, riduzione Irpef e detassazione dei rinnovi contrattuali; detassazione dei fringe benefit e premi di produttività; aumento della soglia esentasse dei buoni pasto.

A queste si aggiungono “le misure a sostegno della maternità e delle famiglie: bonus mamme lavoratrici; bonus nuovi nati e asilo nido; congedo parentale indennizzati all’80%; aumento dell’Assegno unico”.

Il rinnovo del Ccnl

Prendiamo l’esempio di Paola, lavoratrice con due figli, il primo di due anni e il secondo nato a gennaio 2026. Nei calcoli viene preso come punto di partenza un reddito complessivo pari a 30.000 euro. Il primo aspetto a cui si fa riferimento è il rinnovo del Ccnl: «Riceve un aumento del 3%, in linea con l’aumento delle retribuzioni contrattuali registrato nel 2025. Avendo avuto il secondo figlio, oltre al bonus nuovi nati, avrà diritto al bonus mamme lavoratrici con almeno due figli, pari a 60 euro mensili».

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