Storie Web sabato, Settembre 5

L’aumento delle temperature, la siccità e stagioni sempre meno regolari modificano infatti la disponibilità delle risorse floreali. Le piante possono anticipare o spostare la fioritura, mentre il ciclo biologico degli impollinatori può seguire tempi differenti. Il risultato è un disallineamento che si aggiunge alle altre pressioni già esercitate sulle api da pesticidi, patogeni e trasformazione degli habitat.

La questione non è marginale. Nel mondo esistono oltre 20mila specie di api e in Italia se ne contano più di mille selvatiche. In Europa il 37% delle specie presenta popolazioni in declino e circa una specie su dieci, considerando api e farfalle, è minacciata di estinzione. E qui il problema ambientale diventa anche agricolo: circa il 75% delle principali colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall’impollinazione.

Di questo si occuperanno dal 7 al 10 settembre a Bologna circa 500 contributi scientifici presentati a EurBee 11, la Conferenza europea di apidologia che per la prima volta si tiene in Italia. Arriveranno ricercatori da quasi 50 Paesi per discutere non soltanto di cambiamento climatico, ma anche di genetica, nutrizione, microbioma, agroecologia e nuove tecnologie.

«Il cambiamento climatico aggiunge nuove pressioni a un sistema già sottoposto a molteplici fattori di stress», spiega Antonio Nanetti, primo ricercatore Crea e presidente di EurBee 11. Per questo non basta isolare una causa: «Per capire come proteggere le api dobbiamo studiare insieme clima, disponibilità di risorse, patogeni, pesticidi e trasformazione degli habitat e capire come questi fattori interagiscono».

C’è poi un equivoco da evitare. Quando si parla di api si pensa subito all’ape mellifera, agli alveari e al miele. Ma la questione è assai più ampia. «L’ape mellifera è solo una parte di questa storia. Le api selvatiche rappresentano una componente fondamentale della biodiversità e hanno esigenze e vulnerabilità diverse», sottolinea Nanetti.La scelta dell’Italia come sede della prima edizione italiana di EurBee rappresenta così anche un riconoscimento della qualità e della tradizione della ricerca apidologica italiana, che per quattro giorni sarà al centro del confronto con la comunità scientifica internazionale.

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