Storie Web mercoledì, Maggio 27

Le telefonate agli amici dopo lo scoppio della guerra, i rapporti nati tra il 2016 e il 2021, quando Andrea Maldera ha vissuto in Ucraina come assistente di Andrej Shevchenko, allora CT della nazionale. Oggi torna da allenatore nella “Збірна”, come chiamano qui la selezione, un’esperienza che ha deciso di vivere in pieno, trasferendosi con la famiglia.

“C’è una forza in loro, nonostante tutto, di non farsi condizionare troppo nella vita, cioè la loro vita, il loro piacere, i loro divertimenti, la loro vita professionale, deve andare avanti perché altrimenti impazzisci. Effettivamente ho capito che è così, quindi non ho paura”, dice Maldera.

L’approccio nel luogo forse più simbolico, con un paese completamente trasformato rispetto a quello che ha lasciato: “E sono andato a Piazza Maidan, ho visto questa distesa di bandierine, di foto di tanti soldati caduti e delle famiglie lì intorno che portavano i fiori. Mi ha fatto tornare subito alla realtà cruda della guerra”, aggiunge.

Insomma, per la prima volta dopo quattro anni i ritiri torneranno a svolgersi in Ucraina, a Leopoli. Un impegno di vicinanza alla gente e al paese, quello della Federazione, sempre onorato negli anni.

“Sappiamo benissimo che il calciatore è anche spesso un eroe”, sottolinea Maldera, “E quindi può portare un sorriso, può portare un abbraccio a ai soldati piuttosto che alle persone civili. E quindi la Federazione ha voluto fare questa cosa con cui io sono molto d’accordo. Poter rappresentare questo paese è motivo di grande orgoglio”.

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