Giocare all’aperto fa bene alla salute fisica e mentale dei più piccoli: favorisce il raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo emotivo e cognitivo, è una palestra per sviluppare e mettere alla prova le proprie capacità, aiuta lo sviluppo delle capacità motorie. Per questo, impegni permettendo, bisognerebbe cercare ogni giorno di portare i propri figli all’aperto, facendoli giocare liberamente. Ma, soprattutto d’estate, si possono esporre i bambini al sole? Se da un lato è vero che il sole apporta benefici veri, dall’altro nei bambini piccoli la pelle è più sottile e le cellule che producono melanina, la difesa naturale dai raggi ultravioletti (UV), sono meno reattive rispetto a quelle di un adulto. Per questo l’esposizione dei più piccoli va gestita con regole precise, soprattutto nei primi mesi di vita.
Quali sono i rischi dell’esposizione al sole?
Nei bambini la pelle è più sottile e delicata, e le cellule che producono melanina, il pigmento che protegge dai raggi ultravioletti, sono meno reattive rispetto a quelle degli adulti. L’esposizione al sole, dunque, soprattutto per i più piccoli comporta diversi rischi. Il primo rischio che si corre è certamente l’ustione, che è anche la conseguenza più immediata. In caso di ustione di primo grado, senza bolle, applicare creme emollienti o cortisoniche. In caso di ustione di secondo grado, con la comparsa di bolle, rivolgersi al più vicino pronto soccorso, se siete in vacanza, al pediatra o a un dermatologo, per le eventuali terapie.
Altre conseguenze sono quelle del medio e lungo termine, che si avranno da adulti. Tra queste, l’invecchiamento precoce della pelle e il rischio di sviluppare tumori cutanei. L’esposizione a livelli elevati di sole durante l’infanzia è infatti un determinante importante del rischio di melanoma, un tumore della pelle molto aggressivo, anche se l’esposizione in età adulta gioca a sua volta un ruolo.
Fino a che età bisogna evitare il sole diretto e in quali orari?
Innanzitutto bisogna considerare che in estate i raggi solari sono più intensi e che l’esposizione al sole (e di conseguenza il rischio di scottature) è maggiore in montagna e/o in presenza di superfici che riflettono i raggi, come per esempio la neve, l’acqua o la sabbia. Sotto i sei mesi di vita i bambini non devono mai essere esposti al sole diretto, nemmeno in città. Per i bambini più grandi, va evitata l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, indicativamente tra le 11 e le 17, mentre gli orari più sicuri restano la mattina, fino verso le 10.30, e il pomeriggio, dopo le 17.
Come proteggo mio figlio dal sole?
Il primo filtro per proteggere i più piccoli dal sole sono le barriere fisiche. Anche in spiaggia bisognerebbe far indossare ai bambini indumenti protettivi (indumenti anti-UV), un cappellino e occhiali da sole. Per i bambini con la pelle più delicata esistono particolari indumenti protettivi che filtrano i raggi del sole ma lasciano traspirare e si asciugano rapidamente, per cui possono essere indossati anche durante il bagno. Gli occhiali da sole scelti per i bambini devono garantire una protezione di almeno il 99% dai raggi UVA e UVB, e non vanno considerati un semplice accessorio. Ricordate, poi, che il sole filtra anche attraverso i vestiti e l’ombrellone e in presenza di nuvole.











