Storie Web martedì, Maggio 12

La circolare del ministero per affrontare il focolaio di hantavirus, con 4 casi italiani, rispecchia le indicazioni dell’OMS: caso sospetto è chi manifesti sintomi respiratori, muscolari, gastrointestinali o febbre. Si diventa caso probabile su valutazione medica, caso accertato con le analisi di laboratorio, non caso se i test sono negativi. Senza sintomi è improbabile o molto basso il rischio di trasmettere la malattia, che può esserci per via aerea o con scambio di fluidi corporei e sangue. Quarantena e vigilanza attiva per 42 giorni sono le indicazioni, ricovero di supporto vitale in caso di peggioramento; non esistono farmaci specifici né vaccini. Indicazioni inviate alle autorità di frontiera.

Intanto, la buona notizia è che dall’analisi genetica il virus non presenta mutazioni. La variante Andes dell’hantavirus, quella presente in Argentina e Cile, è però la più aggressiva e con una mortalità che arriva al 40%. È in rianimazione a Parigi la donna contagiata, mentre sta meglio il britannico, pure lui ricoverato. Asintomatici i quattro italiani, quarantena fino a giugno e tracciamento dei contatti: quarantena da subito dice l’OMS, contagiosità massima coi sintomi, ma ribadisce che finora i focolai sono sempre stati molto limitati. Sono 229 le infezioni in America Latina, soprattutto in Argentina dove l’hantavirus è ormai endemico, con una sessantina di morti. Il periodo di incubazione è lungo, 43 giorni: lunga la lista di errori gestionali di questa crisi sanitaria, dai mancati avvisi locali in Argentina alla sottovalutazione delle cause di morte del primo contagiato, fino ad aver permesso a molti passeggeri di sbarcare e tornarsene a casa con voli di linea.

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