Il ministro degli Interni pakistano oggi atteso a Teheran per colloqui. In Svizzera Witkoff e Araqchi. Usa e Qatar puntano a sbloccare 6 miliardi per interventi umanitari in Iran
Da Oslo ai patti sul nucleare, se tra Iran e Israele vincono i nemici della pace
di Ugo Tramballi

La fog of war, l’incertezza della verità nel caos della battaglia, rende difficile capire se abbia incominciato per primo Hezbollah o l’esercito israeliano. Ed è per il momento impossibile comprendere se sia solo un incidente nel complicato percorso del Memorandum d’intesa o la sua fine, 24 ore dopo la firma.
Se avessero incominciato gli israeliani, sarebbe la conferma che Bibi Netanyahu non vuole l’accordo: la guerra per lui è il palco dal quale condurre l’imminente campagna elettorale. Se fosse stata la milizia sciita libanese (l’ipotesi più probabile) sarebbe ugualmente preoccupante: di tutti i proxy dell’Iran, Hezbollah è il più obbediente. Quindi l’ordine di attaccare sarebbe venuto da Teheran, cioè da quella parte del regime contrario a un accordo con gli Usa.
Ministro Interni Pakistan oggi a Teheran per colloqui
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi si recherà oggi a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. Secondo Al Arabiya, che cita fonti arabe anonime, l’obiettivo del ministro degli Interni pakistano è quello di seguire da vicino i progressi dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
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