Con le scuole chiuse per milioni di famiglie si apre il capitolo più temuto dell’anno scolastico: la gestione del tempo libero, compreso quello dedicato agli schermi, senza il pretesto delle verifiche da preparare. Google prova a intervenire proprio su questo nodo con un doppio annuncio: da un lato l’estensione dei controlli parentali di Android a tutto il parco dispositivi aggiornato ad Android 17, dall’altro una guida pratica, pensata insieme a YouTube, per trasformare i minuti davanti al telefono in attività reali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I controlli parentali diventano di sistema

Fino allo scorso anno gli Android Parental Controls erano una prerogativa dei telefoni Pixel. Con l’aggiornamento ad Android 17, invece, l’azienda estende questi controlli a tutti i dispositivi Android che si aggiornano al nuovo sistema operativo, rendendoli disponibili a un pubblico enormemente più ampio, comprensivo dei tanti modelli non-Google che compongono la stragrande maggioranza del mercato Android.

La logica è quella dell’hub unico: i controlli si trovano direttamente nelle Impostazioni del dispositivo e mettono insieme sia gli strumenti nativi sia Google Family Link, l’app companion pensata per una supervisione più puntuale. Protetti da un PIN, permettono ai genitori di impostare la quantità di tempo-schermo giornaliera, creare programmi di pausa che bloccano il dispositivo di notte, filtrare le app scaricabili in base alla classificazione dei contenuti e limitare o bloccare del tutto l’uso di applicazioni specifiche. Chi vuole andare oltre può agganciarsi a Family Link, che aggiunge funzioni come il «Tempo di scuola», le approvazioni degli acquisti su Google Play e gli avvisi sulla posizione.

Non è un intervento isolato. Google ha annunciato anche un incremento del fondo statunitense per il benessere digitale, che supera ora i 50 milioni di dollari, destinato a finanziare interventi contro l’isolamento sociale legato all’uso della tecnologia. Un segnale – insieme all’espansione dei controlli – che si inserisce nel pressing regolatorio e reputazionale a cui le piattaforme sono sottoposte da tempo sul fronte della sicurezza dei minori online.

Tre consigli (e una guida) per un’estate meno schermo-centrica

A completare il quadro arriva un secondo contenuto, pubblicato sul blog italiano di Google, con tre indicazioni pratiche per famiglie alle prese con le vacanze. La prima è, appunto, quella di attivare i controlli parentali appena descritti, estendendo la logica anche a YouTube, dove è possibile impostare limiti di tempo per gli Shorts, promemoria della buonanotte e, per gli under 13, l’ambiente protetto di YouTube Kids.

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