La società dei rider Glovo comunica di aver avuto il parere positivo della procura di Milano per il percorso intrapreso contro il caporalato digitale, dopo il commissariamento dello scorso febbraio imposto dal tribunale di Milano. Lo afferma la società stessa in un comunicato. E intanto, a conti fatti, nelle tasche dei lavoratori arriveranno già a giugno 200 euro in più.
«In questi mesi – prosegue il comunicato – Glovo ha collaborato in modo continuativo, trasparente e costruttivo con la Procura, mettendo a disposizione tutte le informazioni richieste e definendo un articolato piano di interventi volto a rafforzare ulteriormente i propri standard operativi, organizzativi e di controllo. Le misure concordate prevedono un impegno economico e un rafforzamento in termini organizzativi e della compliance, confermando la centralità del mercato italiano e la chiara volontà del Gruppo di continuare ad investire nel Paese». La società spagnola, con una holding in Germania, non lascerà dunque il Paese (come è già avvenuto con Uber dopo la richiesta di regolarizzare e stabilizzare i rapporti con i propri collaboratori), ma intende migliorare le condizioni di lavoro dei rider: questo almeno quello che si percepisce in queste ore.
«Glovo – si legge – conferma il proprio impegno a proseguire nel dialogo con le istituzioni e con tutti gli stakeholder, valorizzando il confronto legato alla contrattazione collettiva e promuovendo un modello fondato su trasparenza, responsabilità e miglioramento continuo».
L’obiettivo del commissariaento era e rimane però il raggiungimento del contratto collettivo nazionale. Si procede per step. Dall’1 giugno 2026 ai rider di Glovo-Foodinho verrà corrisposto un aumento del «minimo orario lordo» a «14 euro» l’ora contro i 10 euro previsti oggi dal contratto collettivo nazionale di Assodelivery siglato con l’Ugl, contestato dal procuratore Paolo Storari perché non rispettoso della dignità dei lavoratori. La cifra adesso sarà da parametrare al tempo effettivo di consegna, calcolato secondo una serie di criteri che tengano conto anche del momento di accettazione dell’ordine, il tempo per raggiungere il punto di ritiro e della attesa del rider nel ristorante o nel punto vendita. È quanto emerge dal piano di Glovo.
Le misure predisposte da Joaquin Vazquez, general manager di Foodihno per l’Italia e il Sud Europa,porteranno nelle tasche dei rider circa 200 euro al mese in più a parità di lavoro. Nell’inchiesta del Nucleo ispettorato del lavoro di Milano vengono contestate paghe medie ai lavoratori tra i «900 e i 1.100 euro» lordi a fronte di «un numero di ore significativamente superiore al normale orario settimanale», con retribuzioni al di sotto della soglia di povertà e contrarie alla Costituzione perché non garantiscono alcuna esistenza «ibera e dignitosa». Glovo si è impegnata a corrispondere ai rider, a partire dalla data del controllo giudiziario, un «aumento» del «corrispettivo minimo per proposta di ordine» non inferiore ai 3 euro lordi, come forma di recupero del pregresso. Il contratto di Assodelivery e di Ugl verranno di fatto abbandonati.












