Le file infinite ai controlli stanno spingendo i grandi aeroporti europei a disattivare l’Entry/Exit System (Ees) quando i ritardi dovuti all’arrivo di grandi quantità di viaggiatori si fanno troppo lunghi. È questa, spiega Politico, la soluzione a cui gli scali stanno ricorrendo per affrontare i disagi causati da un sistema che sta dando vita a numerose polemiche.
I disagi
Secondo numerosi aeroporti e compagnie aeree, l’Ees sta rallentando il flusso dei passeggeri negli scali e creando lunghe code, specialmente nel periodo estivo, quando si registrano picchi di spostamenti. Perciò, molti grandi hub europei, per evitare disagi eccessivi alla circolazione, lo disattivano.
È il caso di Air France-Klm – una delle principali realtà del trasporto aereo mondiale – che ha dichiarato a Politico che «quando si formano code durante i mesi estivi di punta il sistema viene disattivato per garantire un transito agevole nei nostri hub di Parigi e Amsterdam». Lo stesso avviene in altri scali, come Francoforte, Bruxelles e Milano.
Si tratta di una soluzione prevista dalla normativa Ue. La sospensione della registrazione dei dati biometrici è stata concessa dalla Commissione fino al 6 settembre al verificarsi di circostanze «eccezionali».
Tuttavia, nove paesi, tra cui l’Italia, stanno già chiedendo che la deroga venga prorogata oltre il termine fissato. In una lettera al commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera hanno ribadito il loro «impegno senza riserve» per la completa implementazione del sistema, ma hanno anche sottolineato che «l’esperienza finora acquisita ha dimostrato che in circostanze eccezionali possono sorgere difficoltà significative e che questi rischi non devono essere sottovalutati».








