Storie Web mercoledì, Giugno 24

Il sentimento di fiducia dei giovani è in calo: nel 2026 si attesta al 58,5%, in netta flessione rispetto ai picchi del 2024 (69,2 a marzo 2024). Il crollo più drastico è stato registrato nella fascia tra i 18 e i 24 anni (56,5), mentre tiene meglio quella tra i 25 e i 34 anni (60,5). Le nuove generazioni, però, guardano con favore all’Unione europea, alle nuove tecnologie e all’attività sportiva.

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A rivelarlo è la decima edizione dell’Indice di Fiducia dei Giovani, studio realizzato dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio nazionale giovani. I risultati della ricerca sono stati presentati in occasione dello Youth Summer Camp 2026, l’appuntamento annuale del Cng che quest’anno si è tenuto a Silvi Marina, in provincia di Teramo, dal 19 al 21 giugno.

La fiducia nella Ue

Dall’analisi dell’Istituto Piepoli emerge che, nonostante una complessiva flessione della fiducia tra le nuove generazioni, la spinta europeista rimane salda: il sentimento che anima i giovani italiani nei confronti dell’Unione europea, infatti, rimane stabile al 63%.

Secondo Edoardo Italia, presidente Cng, «i dati dell’Istituto Piepoli ci consegnano una fotografia realistica che contiene elementi importanti da cui ripartire. Il fatto che la maggioranza dei giovani mantenga sentimenti positivi e veda nell’Europa un proprio punto di riferimento ci dimostra che le nuove generazioni non sono rassegnate, ma pronte a governare il cambiamento».

Futuro e nuove tecnologie

Malgrado le numerose preoccupazioni che caratterizzano lo sguardo dei giovani verso il futuro – come, per esempio, quelle legate alle barriere per l’autonomia abitativa (solo il 20% giudica accessibili i costi delle case nelle proprie città), alla necessità di un supporto familiare per completare gli studi (75%) e al progressivo calo di fiducia nel sistema della scuola e dell’università, che passa dal 90% del 2024 al 51% del 2026 – dallo studio dell’Istituto Piepoli emergono anche segnali di ottimismo macroeconomico: la fiducia a breve termine (6 mesi) sulla propria situazione socio-economica mantiene infatti un saldo positivo.

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