I Giochi del Mediterraneo si avviano verso la chiusura del 3 settembre allo stadio Iacovone di Taranto prima di passare la bandiera al Kosovo che ospiterà la ventunesima edizione dal 24 luglio al 4 agosto 2030 nella capitale Pristina. E a pochi giorni dalla chiusura, i dati che emergono é che l’Italia é nettamente in testa come medaglie acquisite, con il nuoto sugli allori fra le 33 discipline sportive dell’evento, mentre sono circa 160mila i biglietti venduti al 31 agosto.
Partiti con la cerimonia inaugurale del 21 agosto, i Giochi stanno regalando grandi momenti di sport, partecipazione di pubblico, vitalità, entusiasmo, colori, ma anche affermando una nuova immagine di Taranto, città sinora schiacciata dall’annosa vicenda dell’ex Ilva. Sotto i riflettori, oltre alle competizioni sportive, all’agonismo e al fatto che sono arrivati 3.800 tra atlete e atleti da 26 Paesi dell’area mediterranea, di cui circa 500 solo dall’Italia, é anche il patrimonio di impianti sportivi realizzati per i Giochi del Mediterraneo con i 275 milioni stanziati dal Governo. Spiccano lo stadio Iacovone, radicalmente ristrutturato, e come strutture nuove lo stadio del nuoto, con due piscine olimpioniche da 50 metri, il PalaRicciardi per l’attività outdoor e indoor, il centro tennis, il parco urbano dello sport, tutti a Taranto.
Il presidente Ferrarese: eredità per i giovani
“Se ripercorro il lavoro fatto negli ultimi anni non posso che sentirmi orgoglioso e grato – dichiara Massimo Ferrarese, commissario di Governo per le opere e presidente del comitato organizzatore -. Grazie a una squadra di collaboratori eccezionali, abbiamo realizzato tutto in tempi record, partendo praticamente da zero. La collaborazione tra Governo, tecnici e imprese la si può vedere nello stadio Iacovone, simbolo di questo percorso. È stato definito uno degli impianti più belli del Sud Italia ed è sicuramente destinato a rappresentare il fiore all’occhiello dell’intero piano infrastrutturale. Ma l’eredità complessiva che spero possa essere lasciata dai Giochi ai giovani di questa città e di tutti gli altri Comuni che hanno partecipato alla manifestazione, è solo una: i Giochi del Mediterraneo rappresentano il punto di partenza di una nuova fase per Taranto, chiamata a trasformare questo patrimonio infrastrutturale in un volano stabile di sviluppo economico”.
Il dg Molfetta: sinora Italia ha portato a casa 51 medaglie su 150
“Siamo in discesa? No, non lo siamo mai, lo saremo il 4 settembre quando l’ultima delegazione partirà – dice Carlo Molfetta, direttore generale dei Giochi -. Sono uomo di sport e penso che all’88esimo, se ritienu che la partita sia finita, gli avversari te la ribaltano. Per l’Italia, la disciplina che ha dato più soddisfazioni é ad oggi il nuoto. Ha portato a casa 51 medaglie, la tarantina Benedetta Pilato ha vinto nella sua città il primo oro per gli azzurri, e un terzo delle 150 medaglie dell’Italia vengono proprio dal nuoto. Il fatto che la Turchia sia seconda nel medagliere non é una sorpresa. Sia a Tarragona in Spagna che ad Orano in Algeria, nelle due precedenti edizioni dei Giochi, la Turchia ha fatto molto bene”.
Le presenze: da Mattarella ad Alberto di Monaco
Sono arrivati a Taranto per l’inaugurazione dei Giochi 5 capi di Stato e 3 di Governo. Per i capi di Stato stranieri, sono arrivati per l’Albania Bajram Begaj, per il Kosovo Albulena Haxhiu, per la Macedonia Gordana Silianovska-Davkova e per il Libano Joseph Aoun. Ed è arrivato nei giorni scorsi anche il principe Alberto di Monaco. Molto folta la partecipazione italiana: il presidente Sergio Mattarella, che ha pronunciato la formula inaugurale dei Giochi – e a margine della cerimonia si é complimentato con Ferrarese per il lavoro fatto -, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, diversi ministri: Antonio Tajani, vice premier e ministro degli Esteri, Tommaso Foti per gli Affari Europei, Andrea Abodi per lo Sport, Giancarlo Mazzi per il turismo. Presente anche il vice presidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto.
