Quindici seggi, più del previsto, più dei cinque coperti finora. Soprattutto, un numero sufficiente per creare un gruppo autonomo. Le elezioni sénatoriales francesi – a scrutinio indiretto – hanno premiato soprattutto il Rassemblement national: aveva tre senatori in carica fino al 2029, come riflesso della limitata presenza del partito negli enti locali. La metà dei parlamentari della Camera alta viene infatti votata ogni tre anni – ma la durata del mandato è di sei anni – dagli in tutte le assemblee politiche e amministrative del Paese, secondo un sistema elettorale piuttosto complesso. Domenica 28 hanno votato 94mila persone.
Dodici nuovi seggi
Il Rassemblement ha ora aggiunto ai tre senatori in carica fino al 2029, 12 nuovi seggi. Non sono moltissimi, su un’assemblea di 348 persone che vota le leggi al pari dell’Assemblée nationale (ma non ha, a differenza dell’altro ramo del Parlamento il controllo sul Governo né può sfiduciarlo). La Camera alta resta nelle mani della Destra repubblicana (128 da 143) e del centro-destra (74 da 73) seguita della sinistra (74 da 78), alla quale vanno aggiunti Verdi (12 da 15), comunisti (15, invariati) e sinistra estrema (uno, da zero). Non sempre i candidati, espressione degli enti locali, sono riconducibili pienamente ai partiti nazionali.
Un gruppo autonomo significa però avere più risorse: collaboratori, finanziamenti, tempi parlamentari. L’affermazione di Rn, per quanto limitata rispetto al peso politico nazionale, è comunque un passo avanti importante per un partito che potrebbe anche conquistare l’Eliseo nel voto di aprile e maggio 2027.
Verso le elezioni presidenziali del 2027
I sondaggi vedono da tempo l’approdo sicuro di Marine Le Pen al secondo turno. Secondo le ultime rilevazioni potrebbe scontrarsi con Jean-Luc Mélenchon, il leader della France Insoumise, all’estremo opposto dello spettro politico; oppure con il centrista Edouard Philippe, centrista di matrice repubblicana, ex primo ministro nel primo quinquennato di Emmanuel Macron. In entrambi i casi, secondo i più recenti sondaggi, Le Pen vincerebbe: di misura, o poco più, contro Philippe, con un grande margine verso Mélenchon che fa fatica a conquistare, anche a sinistra, un elettorato più moderato o meno radicale. Più difficili da leggere i sondaggi per il primo turno, a causa dell’affollamento dei candidati nell’area del Campo repubblicano (dai gollisti ai comunisti, escluso le estreme).
Il presidente di Rn, Jordan Bardella, ha attribuito l’affermazione del suo partito al Sénat al voto di alcuni rappresentanti eletti con i Répubblicains, gli eredi lontani del gollismo. «Spero che questo sia il segnale di una futura ricomposizione», ha detto: il tentativo di aggregazione o almeno di alleanza tra i due partiti hanno drammaticamente portato a una miniscissione nelle legislative del 2024. Nella Gironda, dove il partito è in maggioranza in due piccoli comuni, Rn ha ottenuto 709 voti, nove volte rispetto a sei anni fa. Dure alcune reazioni: il senatore socialista Patrick Kanner ha parlato di apertura del «Museo degli orrori» e ha chiesto che venga formato un «cordone sanitario» contro Rn, scatenando le proteste di Marine Le Pen e del sindaco di Nizza – ed ex presidente del Républicains – Eric Ciotti.










