Aumentano i redditi medi delle partite Iva che presentano le pagelle fiscali: 56.100 euro (+8,6% sull’anno precedente). Ma restano le profonde differenze tra quanto dichiarato: si va in media 336.930 euro dei notai ai 4.040 euro della concia delle pelli e del cuoio, passando dai 5.830 euro delle coltivazioni agricole, silvicoltura ed utilizzo di aree forestali. È quanto emerge dai dati Isa (il nome tecnico delle pagelle fiscali) relativi alle dichiarazioni presentate nel 2025, ossia relative all’anno d’imposta 2024 che è il primo di applicazione del concordato preventivo biennale (Cpb).
Oltre la metà delle partite Iva nei regimi agevolati: 2 milioni in flat tax
La platea delle attività pagelle fiscali è composta da 2,68 milioni di autonomi, imprese e società. Se si guarda però al solo numero delle partite Iva individuali (3,8 milioni) ormai il fascino della flat tax è diventato predominante: si tratta del 52% del numero complessivo. Come spiega il dipartimento delle Finanze, «la quasi totalità dei soggetti che hanno aderito ai regimi fiscali agevolati è presente nel regime forfetario che risultano circa 2,0 milioni (+3,3% rispetto all’anno precedente)».
Il dipartimento sottolinea anche che «oltre la metà dei titolari di partita Iva beneficia dei regimi fiscali agevolati e dichiarano il 31,6% dei redditi considerati; gli imprenditori, che costituiscono il 28,3% delle persone fisiche titolari di partita Iva, dichiarano circa il 33,5% dei redditi e i lavoratori autonomi, che rappresentano il 13,8% dei titolari di partita Iva, dichiarano il 34,4% dei redditi».
Aumentano i soggetti più affidabili
Tornando alle pagelle fiscali, però, il numero dei soggetti Isa in area di affidabilità, ossia con un voto da 8 a salire sono 1,25 milioni: rappresentano il 46,7% del totale e sono cresciute del 2,2% rispetto all’anno d’imposta precedente. Fatta la doverosa premessa macroeconomica che nel 2024 il Pil è aumentato del 2,8% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali, la dinamica però registra un aumento del reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo che, come anticipato, si è attestato a 56.100 euro con un aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Mentre per i più affidabili (ossia quelli con voti da 8 a salire) il reddito medio è di poco superiore ai 91mila euro con un aumento del 7,4% rispetto al 2023.
I principali aumenti al Nord Est e Nord Ovest
L’esame da un punto di vista territoriale mostra che i principali aumenti sono stati registrati al Nord Est e al Nord Ovest, che registrano variazioni percentuali rispetto all’anno precedente rispettivamente del 9,6% e del 9,1 per cento. Al Centro – sempre secondo quanto riportato dalle Finanze – si osserva un aumento del 8,6%, al Sud un aumento del 7,0% e nelle Isole del 5,4 per cento.
