Il conto alla rovescia è iniziato. Il 730 precompilato per il 2026 sarà messo a disposizione dall’agenzia delle Entrate nella giornata di giovedì 30 aprile nell’area riservata dedicata (accesso con Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale servizi). Un appuntamento sempre più atteso dai contribuenti che potranno avere una prima panoramica dei redditi e degli sconti fiscali precaricati dall’agenzia delle Entrate. Del resto, lo scorso anno ha visto un’ulteriore crescita dei modelli trasmessi direttamente dai contribuenti: il fai da te è stato utilizzato per il 730 da 5,4 milioni di soggetti.
L’avvio con la sola consultazione
Da qui la necessità di farsi trovare pronti alla chiamata con i modelli 2026, tenendo presente che per le prime due settimane si potranno solo consultare i risultati proposti in attesa del momento in cui l’Agenzia aprirà la possibilità di accettare o modificare il modello per inviarlo telematicamente e quindi tagliare i tempi per ottenere i rimborsi (per chi ne ha diritto) direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione.
La caccia agli sconti
Il modello 730 del 2026 riflette le novità fiscali entrate in vigore lo scorso anno. A partire dal taglio delle spese detraibili per i redditi superiori a 75mila euro e lo spartiacque per i bonus sui lavori in casa: sconto al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case.
Le 175 pagine di istruzioni
Il continuo cambiamento di regole del gioco (poi da declinare alle specificità delle situazioni) si traduce nel ricco catalogo di spiegazioni che accompagnano il modello: 175 pagine di istruzioni, che non rappresentano esattamente un piacevole esercizio di lettura per una dichiarazione riservata prevalentemente a dipendenti e pensionati. Ecco perché in prevalenza per trasmettere il modello la scelta ricade ancora sull’assistenza fiscale di un Caf o un professionista abilitato.
Il 730 è utilizzato da 25,2 milioni di italiani
I dati delle dichiarazioni presentate nel 2025 dicono, infatti, che il valore assoluto di chi utilizza il 730 è arrivato a 25,2 milioni di italiani (+3,1% rispetto all’anno precedente, ossia quasi 752mila in più). Questo sia perché il modello è stato ampliato e permette di ospitare anche dati per cui prima era necessario per forza ricorrere a Redditi, sia perché può essere utilizzato anche dai contribuenti senza sostituto d’imposta, che infatti sono stati nell’ultima tornata ben 4,1 milioni. Quindi anche se il fai da te con la precompilata è in costante crescita (per il solo 730 il dato dei 5,4 milioni segna un incremento del 8% sull’anno precedente e addirittura del 31,7% sul 2021) l’ampia maggioranza dei modelli viaggia ancora attraverso il supporto di un intermediario abilitato.
