La stagione delle riforme del Fisco non va in archivio. Proprio mentre scade il termine per dare la prima attuazione alle direttrici contenute nella delega fiscale, arriva dal ministero dell’Economia un input chiaro a non considerare chiusa la partita per i capitoli che possono essere ancora approfonditi e sviluppati. «Completare la riforma fiscale attraverso l’emanazione dei provvedimenti attuativi con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti fiscali, ridurre gli oneri amministrativi a carico dei contribuenti e promuovere un sistema tributario orientato alla crescita». È uno dei messaggi contenuti nell’atto di indirizzo per la definizione delle priorità politiche per l’anno 2027 firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Un atto che non riguarda solo il capitolo della fiscalità ma spazia ad ampio raggio sugli ambiti di intervento di Via XX Settembre (sono otto le priorità sviluppate dalla gestione della finanza pubblica all’attività internazionale a sostegno di interessi economici e strategici del Paese) indicando il filo rosso della «generazione di valore pubblico, in linea con gli obiettivi del Benessere equo e sostenibile, l’Agenda 2030 e gli interventi previsti dal Pnrr» e confermando «l’impegno a promuovere una governance orientata ai risultati, capace di rispondere con trasparenza, responsabilità e visione alle sfide del presente e del futuro».
Lo scenario di riferimento è quello delineato dal Dfp (documento di finanza pubblica) dello scorso aprile in cui permangono elementi di incertezza derivanti dall’evoluzione del contesto internazionale. Un quadro caratterizzato dagli effetti del conflitto in Medio Oriente su cui il Governo è dovuto intervenire più volte (l’ultima in ordine di tempo mercoledì scorso) per mitigare l’effetto del caro carburanti. Un contesto in cui però l’Esecutivo ribadisce l’impegno a tutela del potere d’acquisto delle famiglie e della competitività del sistema produttivo, proseguendo nelle misure di sostegno ai redditi e alla liquidità delle imprese. L’atto di indirizzo indica che sarà perseguita una costante revisione delle priorità di spesa, orientando le risorse verso gli ambiti maggiormente strategici per il Paese. Pertanto, l’evoluzione del quadro macroeconomico e della finanza pubblica nel prossimo triennio appare strettamente legata agli sviluppi delle tensioni geopolitiche globali.
In una simile dinamica la politica fiscale risulta una chiave strategica sotto vari profili, che vanno dai servizi ai contribuenti, alla capacità con i controlli di intercettare i fenomeni di evasione ed elusione (anche a livello internazionale e unionale) e di favorire la certezza del diritto, ossia uno dei driver degli investimenti e in particolar modo quelli esteri. Proprio nel dettagliare gli highlights del capitolo viene indicata tra le priorità quella di «dare piena attuazione alla riforma fiscale monitorandone gli effetti anche in funzione di eventuali interventi modificativi». Monitorare, quindi, l’impatto ex post degli interventi per capire dove si possono apportare correttivi. A testimonianza che la partita della delega non è affatto finita allo scadere del 90esimo minuto di gioco previsto per la prima attuazione, ma piuttosto che – nonostante la fine della legislatura – si tratta di un percorso da portare avanti anche forse per non disperdere sia l’impegno finora profuso sia la spinta a semplificare il sistema fiscale italiano. Anche per questo il documento stimola a migliorare la qualità delle fonti informative a supporto delle analisi di politica fiscale anche attraverso l’utilizzo di tecniche avanzate di intelligenza artificiale (AI) e, tra l’altro, delinea le direttrici di indirizzo, monitoraggio e controllo delle agenzie fiscali per «migliorare i servizi resi ai contribuenti, promuovere la compliance a costi ridotti», vale a dire tutti punti nevralgici su cui l’attuazione della delega fiscale ha puntato in modo deciso. Senza poi dimenticare l’esigenza «di rafforzare l’efficacia dei controlli e il recupero di gettito tributario, anche nel settore doganale, delle accise e dei giochi, nonché per ottimizzare le performance del contenzioso erariale, della riscossione coattiva e della gestione del patrimonio immobiliare dello Stato». Le sfide, però, sono tante e tra queste vanno annoverate anche quelle imposte dall’utilizzo delle tecnologie digitali, per questo l’atto intende anche «potenziare la partecipazione del settore fiscale alla creazione dell’ecosistema nazionale di cybersicurezza».
Strettamente connessa alla priorità relativa alla fiscalità anche quella sulla giustizia tributaria. Qui l’intenzione è di proseguire nel percorso di riforma della giustizia tributaria e del processo tributario, in continuità con le finalità del Pnrr, rivolte «a rendere più efficiente il settore del contenzioso tributario mediante una razionalizzazione delle strutture degli uffici giudiziari e delle relative dotazioni organiche». Ma non solo perché, si punta a «proseguire nelle azioni di sviluppo evolutivo degli applicativi informatici del processo tributario telematico e di potenziamento dei servizi digitali a disposizione dell’utenza, in linea con l’evoluzione tecnologica e con le nuove disposizioni in materia di privacy e di cybersecurity».
