Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, alcune acquisizioni strategiche nell’ambito dei servizi di allestimento, della logistica e dei prodotti e un calendario favorevole: questi fattori hanno spinto il primo semestre dell’anno, che si è chiuso per Fiera Milano in modo molto positivo (ricavi a 245,7 milioni di euro, in crescita del 38,2% rispetto allo stesso periodo 2025, utile raddoppiato ed Ebitda in aumento del 49%). Ma «Non si tratta di eventi congiunturali o estemporanei», precisa l’amministratore delegato e direttore generale, Francesco Conci: al contrario, «questi elementi sono il frutto della strategia avviata dal Piano industriale presentato due anni fa». Un piano orientato a trasformare progressivamente il gruppo milanese da operatore fieristico a piattaforma integrata di business, servizi, congressi, entertainment e sviluppo internazionale.
Il momento d’oro degli eventi dal vivo
«Questa evoluzione si inserisce in un contesto globale particolarmente favorevole», osserva Conci, che per il secondo semestre prevede un consolidamento dei risultati raggiunti e poi una robusta crescita nel 2027 e 2028. Il settore degli eventi e degli spettacoli da vivo è infatti caratterizzato da una robusta crescita, che interessa sempre più anche gli investitori finanziari: «in appena cinque settimane alcuni tra i maggiori fondi di private equity internazionali hanno investito oltre 5 miliardi di dollari acquisendo grandi organizzatori di eventi come Hyve, Emerald, Questex e CloserStill», dice l’amministratore delegato. E anche le aziende, nonostante le difficoltà e incertezze del contesto geopolitico ed economico globale (o forse proprio per questo), aumentano i budget dedicati agli incontri fisici. «Le grandi manifestazioni tornano a essere considerate infrastrutture economiche strategiche», aggiunge Conci.
Nuova proposta per una nuova domanda
Per intercettare questa domanda – ma anche le nuove esigenze a essa legate – Fiera Milano sta investendo per evolvere il proprio business, diventando appunto una piattaforma integrata in grado di offrire spazi e servizi evoluti e dunque di attrarre sempre più anche eventi internazionali, come accadrà in autunno con Ces Unveiled (la tappa europea di promozione della più grande fiera tecnologica del mondo), ma anche con CPHI, il più importante congresso farmaceutico mondiale, che ha scelto Milano per la terza volta in pochi anni. Spazi per manifestazioni fieristiche che, sebbene di successo, tenderanno sempre più a ridurre i metri quadrati coperti, e per congressi che, al contrario, richiedono superfici sempre più grandi e formule innovative (i cosiddetti «ConfExpo», che rappresentano ormai il 63% delle manifestazioni itineranti europee). Ma anche spazi per eventi dal vivo, come il Live Dome che, eredità delle Olimpiadi, sarà pienamente operativo a partire da marzo del prossimo anno e consentirà di rafforzare il percorso di apertura di Fiera Milano anche al mercato B2C, oltre che a quello tradizionale B2B.
Secondo semestre e oltre
«Il secondo semestre 2026 rappresenta una fotografia concreta di questa trasformazione», aggiunge Conci: il calendario di Fiera Milano riafferma infatti il core business della società – strumento di sviluppo internazionale per le imprese italiane – aprendo al tempo stesso a nuovi ambiti, con un’attenzione anche al target consumer. Sono infatti in programma eventi legati alle principali filiere produttive italiane e internazionali, dalla moda all’energia, dalla meccanica al farmaceutico, all’artigianato, con eventi come Eicma, Bimu e l’Artigiano in Fiera, ma anche al mondo dell’entertainment, come la Milan Games Week & Cartoomics e lo stesso Ces Unveiled.
Prosegue inoltre la crescita all’estero del gruppo, che a dicembre porterà a Riyadh la seconda edizione di Host Arabia, che nel 2027 debutterà a Orlando, negli Usa, mentre Find (Design Fair Asia) inaugurerà una nuova fase trasferendosi da Singapore a Bangkok.










