Storie Web venerdì, Giugno 5

La fibra corre sotto le città, attraversa periferie, lambisce campagne e aree protette. Ma sapere dove passa la rete oggi significa anche capire quale rapporto abbia con il territorio. Da qui nasce il primo assessment sulla biodiversità di Fibercop, realizzato con il supporto scientifico di Invento Innovation Lab e pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.

Lo studio incrocia su scala nazionale l’infrastruttura digitale del gruppo – circa 10mila centrali, oltre 200mila armadi e milioni di elementi di rete – con le principali aree di tutela ambientale, a partire dai siti Natura 2000. Il risultato è una mappa della coesistenza: la rete di telecomunicazioni è collocata prevalentemente in contesti urbanizzati, ma spesso si trova in prossimità di ecosistemi sensibili e zone ad alto valore naturalistico.

Il punto non è solo reputazionale. Per un’infrastruttura essenziale allo sviluppo digitale del Paese, conoscere l’interazione con suolo, flora e fauna diventa una leva di pianificazione industriale. Serve a ridurre gli impatti, orientare gli interventi, rafforzare la resilienza rispetto ai rischi ambientali e migliorare il dialogo con istituzioni e territori.

Le telecomunicazioni, rispetto ad altre infrastrutture, hanno impatti generalmente più contenuti sulla biodiversità. Ma proprio la capillarità della rete impone un salto di qualità nella gestione: non basta portare connettività, bisogna farlo misurando sempre meglio dove e come l’infrastruttura si inserisce negli equilibri naturali. Per Fibercop l’assessment diventa così il primo passo di una strategia che prova a tenere insieme due capitali del Paese: quello digitale e quello ambientale.

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