Storie Web mercoledì, Aprile 29

L’ultimo dato sulla “febbre” da carenza di farmaci arriva nel giorno in cui al ministero della Salute si è riunito il tavolo sull’approvvigionamento, incrociando vita quotidiana dei pazienti ed effetti delle tensioni internazionali, da due mesi con epicentro nello Stretto di Hormuz. E se il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che quel tavolo aveva voluto istituirlo nell’ormai lontano 2023, assicura che «non siamo in presenza di alcuna emergenza», ma che «ci attiveremo tempestivamente qualora lo scenario dovesse mutare», la percezione del popolo delle farmacie – praticamente tutti gli abitanti del Paese – è ben diversa. Almeno stando a quanto registrato dall’ultimo Rapporto sulla farmacia, presentato a Roma da Cittadinanzattiva con Federfarma.

Cronici in “shortage”

Oltre un terzo della popolazione secondo questo report ha infatti avuto problemi nell’ultimo anno a reperire medicinali e tra tutti “soffrono” soprattutto i cronici, di cui circa uno su dieci ha subito ritardi “incompatibili con le proprie necessità terapeutiche, mettendo a rischio la continuità delle cure”. Non a caso il documento ha tra le sue proposte quella di affrontare le carenze di farmaci “con la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, per un modello di gestione integrata del fenomeno da adottare stabilmente” e a partire dalla farmacia di comunità come “ammortizzatore” del sistema, capace di garantire nella maggior parte dei casi la continuità terapeutica.

Le soluzioni in farmacia

Praticamente tutti i farmacisti (95%) hanno sperimentato negli ultimi dodici mesi carenze o indisponibilità di farmaci, a dimostrazione di una “condizione ricorrente nella filiera farmaceutica, con impatti sia sul sistema sanitario sia sulla pratica quotidiana delle farmacie”, si legge nel Rapporto di Cittadinanzattiva. Ma gli strumenti di resilienza ci sono e come e i farmacisti sono attrezzati: «Possono a esempio proporre la sostituzione del farmaco prescritto ma carente con uno equivalente o generico, che ha la stessa efficacia e lo stesso principio attivo pur essendo “no logo” – spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma -. Possono inoltre verificare la disponibilità presso altri distributori o farmacie e segnalarne la carenza al medico, che può modificare la terapia. O ancora possono allestire medicinali galenici nei loro laboratori e infine monitorare e gestire le scorte dei farmaci disponibili, segnalando le carenze».

Generici a rischio

Nei giorni scorsi a lanciare l’allarme su impennata dei costi e “rischio farmaci” era stata Farmindustria. Oggi in particolare sono le aziende produttrici di farmaci generici ed equivalenti, davanti al protrarsi dello stallo nelle trattative Usa-Iran, a suonare un ulteriore campanello d’allarme e a chiedere interventi urgenti: «Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno determinando nuove criticità nelle catene di approvvigionamento dei medicinali, incidendo sia sulla logistica sia sull’incremento dei costi lungo l’intera filiera e aumentando il rischio di carenze. Le rilevazioni condotte a livello europeo evidenziano, infatti, un sistema ancora funzionante ma vulnerabile, caratterizzato da equilibri instabili e da una crescente dipendenza dalle misure di contenimento adottate dalle singole imprese», spiega il presidente di Egualia Riccardo Zagaria. «In particolare – precisa – persistono forti pressioni sui costi di trasporto, sull’energia e sulle materie prime, con effetti diretti su ingredienti farmaceutici attivi (Api), materiali di confezionamento e capacità di distribuzione, soprattutto per le tratte più esposte agli attuali scenari internazionali. Il possibile protrarsi della crisi potrebbe inoltre compromettere le scorte di sicurezza e amplificare le difficoltà di approvvigionamento, con impatti rilevanti sulla disponibilità dei medicinali essenziali. Il 41% delle aziende dispone di scorte per sole 8-10 settimane. Se queste interruzioni della catena di fornitura dovessero protrarsi oltre la capacità delle riserve attuali, i medicinali a breve scadenza spesso salvavita inizierebbero a scarseggiare».

In questo quadro – rilevano i produttori di medicinali generici – assume carattere prioritario il rafforzamento della sostenibilità del comparto dei farmaci a brevetto scaduto, componente essenziale per garantire continuità terapeutica e accesso alle cure. Sul punto, già più volte segnalato alle istituzioni, si richiama l’esigenza di un’adeguata attenzione sia nelle politiche regolatorie, anche nell’ambito delle attività dell’Agenzia italiana del farmaco, sia nei processi di riforma del settore. «I medicinali equivalenti – conclude Zagaria – rappresentano infatti un pilastro del Servizio sanitario nazionale, ma richiedono condizioni economiche e industriali coerenti con la necessità di garantire stabilità produttiva e continuità delle forniture. Parallelamente, emerge l’esigenza di consolidare gli strumenti di monitoraggio e cooperazione a livello europeo, favorire la fluidità dei flussi logistici e mantenere adeguati margini di flessibilità normativa, anche attraverso interventi mirati a contenere l’impatto dei costi energetici. Solo attraverso un approccio coordinato sarà possibile mitigare i rischi di ulteriori carenze e preservare la resilienza del sistema farmaceutico».

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