Prende forma la cordata italiana per l’ex Ilva. Il 18 agosto Federacciai, l’associazione delle imprese di settore, ha comunicato di aver presentato una manifestazione di interesse per gli stabilimenti ex Ilva: Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi.
La manifestazione – che fa seguito all’incontro con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, del 5 agosto, e al consiglio di Federacciai del 10 – è stata sottoscritta, oltre che dalla stessa Federacciai, da 14 imprese associate: ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), AFV Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel. Con la manifestazione di interesse, che precede l’eventuale offerta, la cordata italiana potrà ora accedere alla data room e prendere visione dei dati dell’ex Ilva.
Dopo l’incontro del 5 agosto, gli acciaieri italiani si sono riuniti nel consiglio di Federmeccanica poco prima di Ferragosto e in quella sede la loro disponibilità è stata formalizzata. «Siamo in campo – ha dichiarato il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi -. Adesso si tratta di verificare l’esistenza delle condizioni abilitanti. Lo faremo con il Governo italiano nei prossimi giorni».
Nei giorni scorsi, infatti, il consiglio dell’associazione ha dato mandato allo stesso Gozzi “di trasmettere agli enti competenti, in nome e per conto di un gruppo di aziende che hanno già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale”.
È la prima volta da quando si è aperta la gara per riportare l’ex Ilva sul mercato dopo la gestione della multinazionale ArcelorMittal – chiusasi a febbraio del 2024 con il ricorso all’amministrazione straordinaria e la nomina dei commissari da parte del Mimit – che si profila la possibilità di un’offerta organica da parte di una cordata di acciaieri italiani. Sinora, dinnanzi ai due bandi lanciati dai commissari di Acciaierie d’Italia a luglio 2024 e ad agosto 2025, dal fronte nazionale erano venute solo singole manifestazioni di interesse e per specifici impianti, come, per esempio, il gruppo Marcegaglia, fattosi avanti per l’impianto di Racconigi, a Cuneo, che produce tubi utilizzando la materia prima fornita dal siderurgico di Taranto.
