Favorevoli all’ambiente purché la bolletta non aumenti troppo. Aperti al nucleare a anche al gas russo, soprattutto se queste due opzioni servono a risparmiare sulla spesa per l’energia. Perché, quando si tratta di fare i conti, le famiglie italiane sfoderano un notevole pragmatismo anche a costo di tagliare investimenti sull’ambiente e sulle rinnovabili.
È questa la fotografia scattata dal nuovo focus Censis-Confcooperative “Primum vivere: il pragmatismo energetico degli italiani” condotto s un un campione di mille nuclei, statisticamente rappresentantivo dell’universo di riferimento e integrato con dati strutturali su prezzi, consumi e povertà energetica elaborati dal Censis su più fonti (Istat, ministero dell’Ambiente, Oipe e Arera).
Gardini (Confcooperative): aperti a tutte le strade pur di spegnere incendio sui conti
«Le famiglie italiane, dopo anni di saliscendi delle bollette e di rincari a volte fuori controllo, sono diventate pragmatiche fino allo spregiudicato – è il commento del presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini -. Pur di spegnere l’incendio nei conti di casa sono pronti ad aprire, insieme, a tutte le strade possibili: le rinnovabili, sì, ma anche il nucleare di nuova generazione, il ritorno al gas russo e persino il carbone».
Il sì alle centrali nucleari di nuova generazione
Il “pragmatismo difensivo” degli italiani «sfiora il paradosso», si legge nella rilevazione, secondo cui l’82,2% delle famiglie della penisola vuole accelerare sulle rinnovabili senza nucleare, ma più della metà del campione (54,5%) apre comunque a investimenti in centrali nucleari di nuova generazione quando si tratta di fare poi i conti con le spese energetiche.
L’apertura al gas russo
Un aspetto, quest’ultimo, che, per il 49,7% del campione intervistato, giustifica altresì la riapertura dei rubinetti del gas russo. Non solo. Perché nel tentativo di mettere al sicuro le bollette anche il carbone, la fonte più “antica” e controversa torna a fare capolino. Il sostegno al nucleare cresce con il reddito (60,9% tra i più abbienti contro il 51,2% dei redditi più bassi), mentre la disponibilità al gas russo e al carbone è più diffusa proprio tra le famiglie con meno risorse.











