Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Il settore del farma attendeva il bilancio del colosso Eli Lilly per capire il trend del mercato. E il segnale è stato positivo, dal momento che il gruppo americano ha battuto le stime degli analisti nel quarto trimestre dello scorso anno, ma soprattutto ha dato stime 2024 sopra al consensus di mercato. Nel dettaglio l’ultimo trimestre scorso è stato archiviato con un utile per azione di 2,49 dollari (+13%) a fronte di ricavi per 9,35 miliardi, in crescita del 28%. Per l’esercizio in corso le stime sono di un utile per azione nel range tra 11,80 e 12,30 dollari a fronte di un fatturato fra 40,4 miliardi e 41,6 miliardi, a fronte di un consensus che indicava per il 2024 un fatturato a 39 miliardi.

Il target delle biotech

Una base solida, quindi, su cui costruire una diversificazione che permetta una crescita sostenibile nel medio e lungo termine. Così Eli Lilly, come tutti i big del settore, sta facendo shopping per individuare nicchie di ricerche che possano portare a nuovi farmaci. Solo nel 2023 ha rilevato sette aziende tra cui la canadese Point Biopharma per 1,4 miliardi, la biotech francese Mablink e la statunitense Versanis Bio per 1,93 miliardi.

L’acquisizione di Novartis

Il campo in cui competere con gli altri grandi gruppi internazionali è proprio quello delle biotech, che possono apportare all’interno dei portafogli ricerche avanzate in farmaci specifici. Come ha fatto ieri Novartis, annunciando l’acquisizione di MorphoSys per 2,7 miliardi di euro . Il gruppo svizzero offre agli azionisti 68 euro per azione in contanti e, se l’operazione andrà in porto, delisterà MorphoSys. Il deal è subordinato ad alcune condizioni, tra cui una soglia minima di accettazione del 65% del capitale azionario di MorphoSys e autorizzazioni normative.

Le azioni della biotech tedesca, quotata a Francoforte, hanno messo a segno un balzo del 38,6% lunedì e del 43% ieri superando il prezzo dell’offerta e terminando la seduta a 68,20 euro. Novartis con l’operazione aggiunge al proprio portafoglio pelabresib, farmaco per combattere forme di tumore come la mielofibrosi, un raro tipo di cancro del midollo osseo e alcuni tipi di linfomi nodosi.

Continua lo shopping internazionale

Ed è proprio il settore dei farmaci antitumorali quello attualmente più d’interesse per i big farmaceutici. In questo contesto Eli Lilly e Novartis sono state le più attive negli ultimi 12 mesi, con rispettivamente sette e sei operazioni, secondo i dati Bloomberg. Gli altri, però, non stanno alla finestra e in questo scorcio di 2024 sono già sei le operazioni del settore con un valore oltre il miliardo, tra cui l’acquisto da parte di Sanofi della biotech statunitense Inhibrx per 2,2 miliardi e l’accordo di Johnson & Johnson per rilevare Ambrx Biopharma per 2 miliardi di dollari.

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