Storie Web giovedì, Maggio 23
Notiziario

Di fronte a quanto emerge dall’inchiesta sul governatore ligure Giovanni Toti e sugli appetiti suscitati dalle banchine di Genova, il porto della Lanterna perde «credibilità» e il rischio è che opere «pronte a partire si fermino» e che «grandi operatori di container come Msc o Hapag Lloyd (che pure hanno interessi nel risiko dei moli, ndr) si allontanino dallo scalo» per il timore di essere coinvolti. A lanciare l’allarme, all’uscita dal palazzo della Procura, dove è stato interrogato ieri (14 maggio 2024) è Rino Canavese, membro del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure (e già presidente della port Authority di Savona).

No alla proroga trentennale

Canavese, che non è indagato ma è stato convocato come possibile testimone dei fatti e che, come emerge dalle carte degli inquirenti, nel 2021 è stato l’unico, all’interno del Comitato, a votare no al prolungamento di 30 anni della concessione (in scadenza) del terminal Rinfuse (partecipato al 55% da Aldo Spinelli e al 45% da gruppo Msc di Gianluigi Aponte), è stato sentito dal magistrato (ma erano presenti anche alti ufficiali della Guardia di finanza) per quattro ore.

All’uscita dall’interrogatorio, il manger portuale, a chi gli ha chiesto se fosse stato chiamato in Procura in ragione del suo voto contrario nel 2021, ha chiarito: «Sono tanti argomenti, tra cui anche quello, però di più non posso dirvi, perché il magistrato mi ha spiegato che la mia deposizione deve rimanere riservata. Però è stata molto cordiale, approfondita e lunga».

Il porto perde credibilità

Canavese ha poi aggiunto di sentirsi «molto arrabbiato, perché la credibilità che avevamo come sistema portuale, non ce l’abbiamo più; tutta una serie di cose che erano pronte a partire, ho paura si fermino. E quello è il lavoro di tanta gente, non sono le cene a Montecarlo… È il lavoro di tanta gente che ha bisogno di tirare la giornata, nella Compagnia portuale, nei terminal».

«Credo – ha proseguito – che questo farà molto male al porto, in generale. Ed è la cosa fa più male anche a me, da vecchio portuale quale sono». Il rischio, ha concluso, è che «grandi operatori di container come Msc o Hapag Lloyd (che controlla il 49% del gruppo Spinelli, ndr) si allontanino dallo scalo» per il timore di essere trascinati nell’inchiesta.

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