Storie Web lunedì, Maggio 11

Così, nonostante gli ammortamenti e svalutazioni siano più che raddoppiati da 125.000 a 286.000 euro (in particolare quelli su immobilizzazioni immateriali sono passati da 33.800 a 158.900 euro e quelli su immobilizzazioni materiali da 78.200 a 110.100 euro), l’ebit è salito del 24,8% a 592.000 euro e, considerato che l’incidenza degli oneri finanziari netti è bassa ed è scesa da 112.000 a 84.000 euro, l’utile netto ha raggiunto 311.000 euro (+40,4%), con un tax rate poco variato al 38,9%. Non sono stati distribuiti dividendi a valere sull’utile netto della capogruppo, pari a 309.000 euro (127.000 euro nel 2024).

Al 31/12/2025 Telmes evidenziava un indebitamento finanziario netto pari a 1,85 milioni, in riduzione rispetto ai 2,27 milioni di fine 2024; ovviamente su tale voce ha inciso il ricavato dell’Ipo che, al netto delle spese e commissioni, è ammontato a 0,6 milioni (ma va rilevato che tali spese e commissioni sono ammontate a 0,7 milioni, un valore ancor più alto, il che purtroppo può spiegare la reticenza delle aziende italiane a quotarsi, oltre al difficile contesto geopolitico internazionale). Ma vi è stato anche un contributo del cash flow operativo. Il rapporto Debt/Equity a fine 2025 ammontava a 0,75 volte ed era quindi su livelli fisiologici, anche se non bassissimo.

In sede di Ipo, Telmes è stata molto sintetica per quanto riguarda l’indicazione delle strategie future: intende espandere l’attività caratteristica (quadri elettrici di media tensione ed energie rinnovabili), rafforzare la struttura produttiva (anche mediante investimenti in automazione dei processi e in intelligenza artificiale). Non è esclusa però anche la crescita per linee esterne tramite acquisizione di aziende complementari.

Il management del gruppo ritiene che anche il 2026 sarà un anno positivo per il comparto dei quadri elettrici (vista la crescente tendenza all’elettrificazione di molti settori industriali e la richiesta da parte di attività di data center, reti di distribuzione, infrastrutture e comparti legati alla transizione energetica), e che ciò potrà portare a un ulteriore incremento di ricavi e margini (fortunatamente Telmes non opera in alcuno dei mercati attualmente interessati da vicende belliche o da imposizione di dazi). Peraltro quest’anno dovrebbero essere contabilizzati anche i ricavi relativi alle opere nel settore Management & Technological Plants slittati dal 2025 (ovviamente ci sarà l’incidenza degli ammortamenti dei costi di quotazione, ma Telmes è anche in attesa di ricevere i crediti di imposta per spese relative all’Ipo per un ammontare di 290.000 euro).

Significativa commessa da Ferrovie della Calabria

Nel frattempo Telmes, nel mese di febbraio 2026, si è aggiudicata un contratto per la fornitura di quadri elettrici destinati all’impianto di dissalazione del fiume Tara (in provincia di Taranto), progettato da Acquedotto Pugliese, oltre a una gara avente ad oggetto la commessa per il servizio di manutenzione ordinaria presso il Teatro Petruzzelli di Bari, il Palazzo San Michele, il laboratorio scenotecnico, la “sala prove orchestra” e la “sala prove coro”. L’accordo prevede anche la possibilità di estendere la manutenzione agli eventuali interventi straordinari ed il servizio di presidio in occasione di tutti gli eventi pubblici che si terranno nel Teatro.

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