Storie Web giovedì, Maggio 7

Spesso i top manager di un’azienda quotata annunciano di investire nella propria società, in genere in periodi di quotazioni calanti, per riaffermare la fiducia negli sviluppi futuri e sostenere il corso del titolo. Ma c’è qualcuno che non ha avuto bisogno di comunicarlo. Davide Sommariva, presidente di Redelfi, ha progressivamente acquistato azioni ed attualmente detiene in proprio il 5,03% del capitale sociale (oltre al 27,9% detenuto tramite la società Marinetta Srl). D’altra parte non c’è sicuramente bisogno di sostenere i corsi di un titolo che sia nel 2023 che nel 2025 si è aggiudicato il premio AssoNext Awards quale Best Performance dell’Euronext Growth Milan. E anche nel 2026 le quotazioni sono in rialzo, sebbene per ora in misura contenuta.

I numeri

Redelfi ha chiuso l’esercizio 2025 con un valore della produzione in aumento del 36,6% a 27,1 milioni. Vale qui la pena di sottolineare che di tale cifra 25,2 milioni sono costituiti da variazione dei lavori in corso su ordinazione (15,4 milioni nel 2024), in quanto Redelfi è essenzialmente una società di progetto e, in particolare, si occupa prevalentemente dello sviluppo di sistemi Battery Energy Storage System (Bess) in Italia oltre a essere entrata recentemente nel comparto dello sviluppo di progetti di Data Center nel nostro Paese.

Per 24,5 milioni la variazione dei lavori in corso su ordinazione si riferisce alle pipeline italiane di progetti Bess (Redelfi 1 da circa 2 Gw già oggetto di accordo di vendita ed in stadio avanzato di sviluppo, per cui si prevede di ottenere tutte le autorizzazioni entro 2 anni, Bright Storage da 3,3 Gw sviluppata congiuntamente a Flash del gruppo Wrm che ha un’opzione di acquisto su 1 Gw, e Redelfi 2, originariamente un back-up della pipeline Bright ma che potrà essere oggetto di interesse da parte di potenziali compratori).

Poi ci sono 0,6 milioni relativi ai costi capitalizzati finora sostenuti dalla joint-venture Redelio Renewables Llc per lo sviluppo di parte dei progetti statunitensi (pipeline Redelio da circa 1,6 Gw); negli Usa vi è in sviluppo anche la pipeline Bess Power da 1,2 Gw che però è di competenza di una joint-venture non inclusa nel perimetro di consolidamento.

Non che i margini reddituali siano stati da meno. L’ebitda è difatti balzato del 68% a 15,8 milioni, l’ebit dell’80,5% a 14 milioni e l’utile netto del 79,9% a 5,2 milioni, anche grazie a un tax rate passato dal 44,4% al 38% e nonostante una quota di utile di competenza di terzi balzata da 420.000 euro a 2,3 milioni. Non sarà però distribuito alcun dividendo agli azionisti per sostenere lo sviluppo futuro del gruppo.

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