Non solo la classifica nota come Lyst Index sulle ricerche in rete, ma anche i dati sulle vendite nei negozi in giro per il mondo. Dalla prima è appena emersa la conferma, per il periodo aprile-giugno, della leadership di Chanel nella top ten dei marchi più desiderati; da un’elaborazione diffusa da Bloomberg si delinea il successo in termini di ricavi. In entrambi i casi, si tratta di bilanci sulla prima parte del 2026: il prossimo Lyst Index riguarderà il terzo trimestre, mentre i numeri di fatturato sono relativi al primo semestre e non sono stati confermati (né smentiti) dalla maison francese, che non è quotata e pubblica i dati su ricavi e redditività una volta all’anno, tra la metà e la fine di maggio.
Il quadro dipinto dagli analisti
Le vendite di Chanel – si legge in un lancio dell’agenzia Bloomberg – sono aumentate a doppia cifra nel primo semestre, superando i concorrenti del settore del lusso, tra i quali Lvmh, grazie alla spesa sostenuta dei clienti più facoltosi per le prime collezioni arrivate in negozio disegnate da Matthieu Blazy, il direttore creativo che ha raccolto il testimone da Virginie Viard, che a sua volta aveva raccolto quello di Karl Lagerfeld, scomparso nel febbraio 2019. Il fatturato comparabile di Chanel è cresciuto di circa il 16% nel periodo, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza dei risultati, che ha preferito rimanere anonima poiché i dati non sono stati resi pubblici. Anche le vendite della divisione moda, la più grande del gruppo (le altre due sono gioielli e orologi e cosmetica), sono cresciute di una percentuale simile. «Le collezioni di Blazy, responsabile del prêt-à-porter, dell’alta moda e degli accessori, sono state lanciate a marzo e si sono rivelate molto popolari, nonostante il difficile contesto geopolitico e dei consumi», ha scritto Bloomberg.
No comment da Parigi
Bloomberg ha contattato la maison, che non ha però commentato (né smentito) i numeri. L’azienda, che non è quotata in borsa, pubblica i risultati annuali una volta all’anno e a maggio aveva annunciato una crescita delle vendite dell’1,8%, raggiungendo i 19,3 miliardi di dollari nel 2025. Nel primo semestre di quest’anno, il fatturato di Chanel è aumentato in tutte le regioni, inclusi Cina e Medio Oriente. La crescita è stata trainata dagli Stati Uniti, dove le vendite sono balzate di oltre il 25%, ha affermato la fonte con la quale ha parlato Bloomberg. Tendenze simili si sono protratte anche a luglio, sebbene la performance per l’intero anno sarà probabilmente inferiore rispetto al primo semestre, poiché diventerà più difficile il termine di paragone. Le vendite della divisione orologi e gioielli sono aumentate di circa il 35% nel semestre, grazie anche alla linea di gioielli Coco Crush, mentre sono cresciute anche le vendite di orologi. Il fatturato della divisione profumi e cosmetici è aumentato di circa l’8%, ha concluso la fonte.
Il confronto con i protagonisti del lusso
La performance di Chanel arriva dopo una stagione degli utili altalenante per i principali marchi del lusso. Richemont ha registrato una crescita trimestrale delle vendite del 20% a tassi di cambio costanti, grazie alla forte domanda per i suoi gioielli Cartier, mentre Lvmh ha visto le vendite organiche della sua divisione chiave moda e pelletteria aumentare dell’1%. Questa divisione include Christian Dior, che ha cambiato direzione creativa all’incirca nello stesso periodo di Chanel, con Jonathan Anderson che ha raccolto il testimone da Maria Grazia Chiuri, poi nominata direttrice creativa di Fendi. Blazy e Anderson sono i più grandi talenti oggi in attività: il primo aveva rilanciato Bottega Veneta (gruppo Kering), il secondo aveva ridato vita a Loewe (gruppo Lvmh).
Vendite trainate da abbigliamento e accessori
La divisione moda di Chanel genera circa il 60% del fatturato del marchio, mentre la divisione orologi e alta gioielleria rappresenta circa il 15% e quella profumiera e cosmetica circa il 25%, ha affermato la fonte di Bloomberg. I risultati del primo semestre del gruppo sono «una buona notizia per il settore, più difficili per i concorrenti”» ha scritto l’analista di Kepler Cheuvreux Charles-Louis Scotti in una nota successiva al report di Bloomberg. «È probabile che Chanel recuperi quote di mercato dai concorrenti come Hermès e Dior», ha aggiunto. Chanel è di proprietà dei fratelli Alain e Gerard Wertheimer, il cui patrimonio netto è stimato intorno ai 46 miliardi di dollari ciascuno, secondo il Bloomberg Billionaires Index.










