Storie Web venerdì, Novembre 6

Un dispositivo indossabile capace di individuare rapidamente possibili commozioni cerebrali negli atleti direttamente a bordo campo ha vinto il James Dyson Award 2026 nella categoria globale dedicata alla medicina. Il progetto si chiama RumbleRims ed è stato sviluppato da tre studenti del Master in Design Engineering della Harvard University: Sophia DeVito, Cleo Pontone e Radhika Saran. L’obiettivo del team era offrire ad allenatori e staff sportivi uno strumento rapido per effettuare un primo screening dopo un colpo alla testa, soprattutto in contesti dove non è sempre immediatamente disponibile personale medico specializzato.

Il dispositivo si presenta come un visore dotato di telecamere a infrarossi che monitorano i movimenti oculari dell’atleta. Durante il test, l’utente segue con lo sguardo un punto luminoso che si muove sullo schermo. Attraverso un’applicazione collegata, gli allenatori possono osservare in tempo reale i dati raccolti e valutare se sia opportuno autorizzare il ritorno in campo o richiedere ulteriori accertamenti.

“Si tratta di un dispositivo da indossare dopo un colpo subito durante una partita, che consente all’atleta di eseguire un test oculomotorio di due o tre minuti in grado di rilevare alcuni segnali neurologici associati alla commozione cerebrale”, ha spiegato Sophia DeVito. Secondo i suoi ideatori, l’esame richiede circa due o tre minuti e genera un report condivisibile con un medico, facilitando una successiva valutazione clinica.

Le commozioni cerebrali rappresentano una delle problematiche più delicate negli sport di contatto. I creatori di RumbleRims ritengono che la tecnologia possa aiutare a identificare più rapidamente gli atleti che necessitano di controlli approfonditi, riducendo il rischio che alcuni casi passino inosservati e che i giocatori tornino in campo prima del tempo. La prossima sfida sarà la validazione clinica del sistema. “Vogliamo continuare a svilupparlo e ottenere conferme scientifiche sulla sua efficacia, così da poter fare davvero la differenza”, ha affermato Cleo Pontone.

 

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