Storie Web venerdì, Settembre 11

È morta all’età di 78 anni Emma Bonino. Ne dà notizia Più Europa: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”, si legge in una nota.

Nei giorni scorsi era stata ricoverata in ospedale a Roma. La leader di +Europa era stata soccorsa in casa, nel centro della Capitale, nel pomeriggio del 7 settembre e trasportata in ambulanza in codice rosso all’ospedale Santo Spirito.

Non si era trattato del primo ricovero per la leader di +Europa nella struttura, il precedente era stato all’inizio del 2025 dopo un malore e allora servì la terapia intensiva perché era stata riscontrata una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri.

L’ospedalizzazione allora durò una settimana quando l’ex ministra  tornò a casa. Nella storia clinica della Bonino c’era stato anche un microcitoma polmonare, diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023. Nell’ottobre 2024, l’ex ministra era stata presa in carico sempre dall’ospedale del centro storico di Roma per problemi respiratori, anche in quel caso con cure intensive.

Dieci anni fa in diretta su Radio Radicale l’annuncio del tumore 

Dieci anni fa l’annuncio del tumore al polmone, da cui guarì, durante una diretta di Radio Radicale. “Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici che hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno sei mesi. Non sono intenzionata a interrompere le mie attività perché da una passione, come quella politica, non ci si dimette, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche”. Il tumore polmonare a piccole cellule, noto anche come microcitoma o small cell lung cancer (Sclc), è una forma rara di  carcinoma polmonare, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al polmone.

La sua vita, le battaglie per i diritti civili e quella denuncia per procurato aborto

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, secondogenita di una famiglia che dalle campagne si è trasferita in paese per il commercio del legname, aveva studiato al liceo classico e poi si è laureata in Lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano, nel 1972, con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X. Quella curiosità per il mondo e per i diritti degli ultimi non l’ha più abbandonata.

Nel 1975 si era iscritta al Partito Radicale. È stata tra le protagoniste della campagna per la liberalizzazione dell’aborto: ha fondato il Cisa e è arrivata ad autodenunciarsi per procurato aborto, un atto di disobbedienza civile destinato ad accelerare il dibattito che avrebbe portato alla legge 194. Nel 1976, a 28 anni, è stata eletta per la prima volta alla Camera. Da allora ha attraversato quasi mezzo secolo di istituzioni: deputata, parlamentare europea, senatrice, vicepresidente del Senato.

Riservata sulla vita privata, non si è sposata e non ha avuto figli. Negli anni Settanta ha avuto in affidamento due bambine, Aurora e Rugiada. Ha vissuto a lungo a Trastevere. Nel 2015 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica.

Figura scomoda e riconoscibile, laica fino in fondo e capace di dialogo anche con chi le era lontano — come ha dimostrato il rapporto di stima con papa Francesco, che nel 2024 è andato a trovarla dopo un ricovero — Emma Bonino ha incarnato per decenni un’idea di politica come battaglia civile. 

Dalla Commissione europea alla presidenza di +Europa

Tra il 1995 e il 1999 è stata commissaria europea, con deleghe alla pesca, ai consumatori e soprattutto all’ufficio umanitario ECHO. Ha visitato zone di guerra, dalla Bosnia all’Afghanistan, e ha spinto le campagne per i tribunali sui crimini dell’ex Jugoslavia e del Ruanda e per la nascita della Corte penale internazionale. Nel 2006, nel governo Prodi II, è diventata la prima radicale a entrare in un esecutivo italiano, come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2013 Enrico Letta le ha affidato gli Affari esteri.

È stata promotrice della moratoria Onu sulla pena di morte, fondatrice di Non c’è pace senza giustizia contro le mutilazioni genitali femminili, voce contro la fame nel mondo e per i diritti civili ben oltre i confini italiani. L’Europa è rimasta la sua bussola politica: nel 2017 ha contribuito alla nascita di +Europa, con cui è tornata in Senato nel 2018. Nel luglio 2024 è stata eletta presidente di +Europa.

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